Rapina in chiesa, minacciano i fedeli con coltelli e pistole: portano via offerte e borse

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Rapina nella chiesa di Orta di Atella – Foto: Francesco Emilio Borrelli

Una rapina a mano armata sarebbe avvenuta all’interno di una chiesa evangelica ad Orta di Atella, nel Casertano, nella serata di ieri: a denunciare l’accaduto è il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, dopo averlo appreso da Atella News.

Rapina armata in una chiesa a Orta di Atella

Stando alle prime ricostruzioni, tutte ancora da confermare, intorno alle 20:30, sei malviventi, a volto scoperto, si sarebbero introdotti all’interno del luogo di culto, situato in via Michele, armati di coltelli e pistole. Per introdursi all’interno della struttura avrebbero puntato l’arma alla tempia di un fedele che si trovava alla porta per il servizio di sorveglianza.

Sarebbero riusciti a portare via le offerte e alcune borse (una contenente uno smartphone), che avrebbero nascosto all’interno di una grande busta nera, per un bottino che non dovrebbe superare i 500 euro. Si sarebbero, poi, dati alla fuga, allontanati dai fedeli che li avrebbero rincorso urlando: “Andate via, nel nome di Gesù”.

Nella chiesa erano presenti circa 60 persone, compresi diversi bambini piccoli che sono stati tenuti in una stanza, protetti da alcune donne. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Orta di Atella che stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto.

“Chiediamo alle forze dell’ordine di verificare l’accaduto e di individuare al più presto i malviventi. Il nostro territorio sta attraversando una fase molto triste e terrificante, troppa gente senza scrupoli se ne va in giro armata a seminare violenza e terrore. Se neanche i luoghi di culto sono esenti da tali situazioni, vuol dire che la deriva criminale sta sfiorando il punto di non ritorno” – ha commentato Borrelli.

“Urgono provvedimenti. Il nostro territorio ha bisogno di una massiccia presenza di agenti delle forze dell’ordine e di una maggiore videosorveglianza. C’è necessità, in poche parole, di uno stato più presente e combattivo” – ha concluso.


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