Angela Celentano, la donna della pista turca: “L’ho vista. Era con l’uomo che chiama papà”

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Il racconto di Vincenza, la donna che avrebbe incontrato la presunta Angela Celentano in Turchia

A seguito della decisione del gip di Napoli, Federica Colucci, di riaprire la pista turca sul caso Angela Celentano, la donna che fece aprire le indagini nel 2009, Vincenza Trentinella, ha raccontato il suo incontro in Turchia con la presunta Angela, all’epoca 16enne, nel corso dell’ultima puntata di Mattino 5.

Angela Celentano in Turchia: il racconto della donna del presunto incontro

L’indagine fu avviata nel 2009 a seguito delle dichiarazioni rese dalla signora Vincenza. I fatti, tuttavia, risalgono a pochi anni dopo la scomparsa di Angela dal Monte Faito, quando un prelato, in punto di morte, avrebbe rivelato alla donna alcune informazioni sulla bambina. Sarebbe stata una persona, durante un confessionale, a confermargli della presenza di Angela in Turchia.

Monsignor mi ha fatto delle confidenze. Non ho denunciato subito perché mi ero trasferita dalla Calabria a Roma, stavo pensando alla mia famiglia, e poi perché dovevo essere sicura, cercare dei riscontri” -ha dichiarato la donna durante la trasmissione.

Quasi 10 anni dopo quella rivelazione, Vincenza avrebbe reso pubblico il suo racconto, affidandolo alle forze dell’ordine, dopo essersi recata personalmente in Turchia: “Ho deciso di partire per la Turchia sapendo cosa e dove cercare, era tutto prestabilito. Avevo organizzato tutto e messo in guardia le persone che sono partite con me. Ho incontrato l’uomo che lei chiama papà”.

Secondo la sua versione, Angela vivrebbe sull’isolotto turco di Buyukada con una persona che si spaccia per suo padre, conosciuto come veterinario in zona. Recandosi presso una farmacia, che inizialmente nega l’esistenza del veterinario, Vincenza riesce ad ottenere il numero di quella persona e, fingendo di dover controllare il gatto, riesce ad arrivare al suo studio.

E’ venuto lui a prenderci ed era uguale alla descrizione fatta dal prelato. Ci ha portate in questo studio e solo dopo ho saputo che si trattava del Comune. A me non sembrava un veterinario” – ha continuato, fino al racconto dell’incontro con la presunta Angela che compare anche in una foto da lei scattata.

“Quando stavamo uscendo ho visto la ragazza. Lui la bacia, proprio come si fa tra padre e figlia. Era la stessa ragazza che io ho fotografato. Così sono tornata in Italia, mi sono recata in Questura e ho portato anche il libretto veterinario ma non è risultata alcuna impronta digitale” – ha concluso.


I magistrati italiani si recarono sull’isolotto e interrogarono un uomo che in realtà, tuttavia, potrebbe non essere quel presunto padre turco di Angela. Probabilmente si sarebbero ritrovati davanti il veterinario, titolare del numero di telefono fornito da Vincenza, che presterebbe il suo studio alla persona incontrata da Vincenza. Tra l’altro i due hanno nomi molto simili. In sostanza, secondo il giudice, potrebbe esserci stato uno scambio di persona con il veterinario intestatario del numero di telefono e l’uomo turco visto insieme ad Angela.

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