La Madonna dell’Arco doveva inchinarsi davanti alla casa del boss: presi padre e figlio

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Arrestati ad Acerra, la processione della Madonna dell’Arco li omaggiava – Immagine di repertorio

Arrestati ad Acerra (Napoli) due soggetti, S. A e A. A, padre e figlio, rispettivamente 60 e 37 anni, che godevano di un’egemonia e un riconoscimento criminale talmente elevato da rendere obbligatorio l’omaggio da parte della precessione della Madonna dell’Arco presso la loro abitazione.

Arrestati ad Acerra padre e figlio: per loro l’omaggio della Madonna dell’Arco era un obbligo

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico dei due soggetti, entrambi residenti ad Acerra, raggiunti, a vario titolo, da gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di tentato omicidio, estorsione continuata detenzione illegale di armi, tutti aggravati dalle finalità e modalità mafiose.

Nello specifico, attraverso intercettazioni telefoniche ambientali, oltre al monitoraggio delle telecamere attive h24, l’attività investigativa dei carabinieri ha consentito di documentare la piena operatività del sodalizio criminale operante sul territorio di Acerra, del quale il 60enne risulta esponente di vertice.

L’organizzazione da lui guidata è indagata per l’omicidio di D’Agostino Emanuele, avvenuto ad Acerra nel 2021, a seguito di un contrasto dovuto al controllo del territorio legato allo spaccio di sostanze stupefacenti. I fermati risulterebbero tra i mandanti o comunque gli istigatori del delitto.

Insieme ad altre realtà criminali, infatti, avrebbero dato luogo ad una stesa per le vie della città armati di pistola e fucile mitragliatore, proprio poco prima dell’uccisione di D’Agostino. In più il 60enne è ritenuto responsabile di tre diverse richieste estorsive ai danni di imprese edili operanti ad Acerra ai cui titolari era stata formulata una richiesta di denaro.

La loro egemonia criminale era tale da obbligare i partecipanti della processione della Madonna dell’Arco a fornire il proprio “omaggio” dinanzi alla loro casa di residenza. Il provvedimento eseguito è una misura disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.


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