Latitante arrestato: preso ‘O Spagnuolo e donna che ha coperto la latitanza

Latitante arrestato
Latitante arrestato

Latitante arrestato. In Castel Volturno (Ce), presso residence Royal, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Aversa (CE), coadiuvati da personale del Reparto Territoriale di Mondragone (CE) e dai militari delle Compagnie di Aversa, Casal di Principe, S.I.O. del 10° Rgt. Campania e Nucleo Cinofili di Sarno (SA) e con il supporto tecnico del ROS, hanno localizzato ed arrestato il latitante Gabriele Salvatore, inteso “o’ Spagnuolo”.

Chi è ‘o Spagnuolo

L’uomo, il 22 novembre del 2022, era riuscito a sottrarsi all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ed eseguita a carico di numerosi soggetti, tra cui elementi di spicco delle fazioni camorristiche casalesi degli SCHIAVONE e dei BIDOGNETTI. L’arrestato è indagato per usura in concorso aggravata dal metodo mafioso.
Contestualmente è stata deferita in s.l. una 48enne del posto che avrebbe favorito la latitanza dell’arrestato.
Gabriele Salvatore è stato accompagnato presso la casa circondariale di Napoli Secondigliano (Na).

‘O Spagnuolo dopo Matteo Messina Denaro

Matteo Messina Denaro ha assunto un ruolo di primaria importanza negli equilibri mafiosi agli inizi degli anni ’90. Suo padre, Ciccio, era il capo del mandamento di Castelvetrano e progressivamente gli diede sempre più potere. i castelvetranesi erano alleati dei corleonesi e lo stesso Matteo Messina Denaro fece parte nel 1992 di un gruppo di fuoco che fu inviato a Roma per uccidere Giovanni Falcone. Riina però dispose il ritorno del gruppo decidendo per un attentato diverso per procurare la morte del magistrato.

L’influenza di Cosa Nostra in Campania e i rapporti con la camorra

A quel tempo Cosa Nostra era l’organizzazione criminale egemone in Italia, tanto da disporre gli equilibri anche in altri territori, tra cui la Campania. Diversi clan di camorra dipendevano e prendevano ordini, di fatto, dalla mafia siciliana, tra cui i Nuvoletta che sono noti soprattutto per l’uccisione del giornalista Giancarlo Siani. Forti i legami anche con i Gionta di Torre Annunziata e i Mazzarella. L’egemonia della mafia in Campania fu poi messa in discussione da Raffaele Cutolo.


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