San Domenico Maggiore diventerà la casa della lettura di Napoli

San Domenico Maggiore diventerà la casa della lettura di Napoli. A comunicarlo è stato il Comune di Napoli, attraverso il portavoce Andrea Mazzucchi, consigliere del sindaco per le politiche culturali e professore di filologia della letteratura italiana dell’Università di Napoli Federico II.

San Domenico Maggiore, qui la casa della lettura

Il complesso monumentale, sito nel centro storico di Napoli, diventerà uno spazio pubblico dove poter condividere libri, letture e idee. La basilica, eretta per volere di Carlo II d’Angiò tra il 1283 e il 1324, ha rappresentato per anni un importante studium domenicano, che ha accolto e garantito la formazione di nomi noti, come Tommaso d’Aquino, Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

Ancora oggi la basilica di San Domenico Maggiore, assieme all’adiacente monastero, rappresenta uno dei più importanti poli religiosi, culturali e artistico della città di Napoli. Stavolta, con l’istituzione al suo interno di sale di fruizione culturale, il complesso “Proverà a ritornare alla sua originale vocazione“, afferma Mazzucchi in un video pubblicato dal sito comunale. E poi prosegue: “Ci auguriamo che i lavori siano conclusi entro la fine di quest’anno. Sono lavori che riguarderanno naturalmente soltanto gli arredi e le modifiche degli arredi”.

L’allestimento della nascente biblioteca ha come modello la costituzione della celebre biblioteca di Helsinki: “Abbiamo un modello alto che è quello della biblioteca pubblica di Helsinki, una grande biblioteca nata appunto come casa della lettura“, dichiara il consigliere. Ma anche le biblioteche municipali, site nei diversi quartieri della città, verranno rinnovate negli arredi e nelle catalogazioni, facendo riferimento alla nascente biblioteca: “San Domenico diventerà una sorta di centro, dal quale si irradiano una serie di percorsi verso le tante biblioteche municipali presenti sul territorio cittadino” conclude il docente della Facoltà di Lettere dell’Università di Napoli Federico II.

 


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