Sciopero dei benzinai: tutti i distributori che garantiranno il servizio a Napoli e provincia

Sciopero benzinai
Sciopero benzinai

La FIGISC Campania, Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti, ha trasmesso l’elenco degli impianti di distribuzione di carburante che garantiranno il servizio nella città di Napoli e la sua provincia. La Prefettura partenopea ha chiesto infatti ai gestori che venisse assicurata agli automobilisti la possibilità di effettuare il rifornimento durante lo sciopero: la chiusura avverrà dalle ore 19 di oggi, 24 gennaio, alle ore 7 del 26 gennaio.

Sciopero benzinai dal 24 al 26 gennaio 2023: gli impianti che garantiranno il servizio

Il servizio sarà garantito anche dalle pompe no logo, dagli impianti gestiti direttamente dalle compagnie petrolifere e da quelli completamente automatizzati, dove cioè non vi è personale. Saranno aperti anche i distributori che non aderiscono alla Fegica ed alla Figisc/Ainsa – Confcommercio.

Non mancano le polemiche circa lo sciopero dei benzinai, con il Codacons che ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma affinché apra un’indagine sulla protesta indetta dai gestori delle pompe italiane. Potrebbe venire alla luce la possibile ipotesi di interruzione di pubblico servizio.

pompe benzina aperte napoli e provincia

I motivi dello sciopero

I motivi dello sciopero sono da ricercare nel vertiginoso aumento dei prezzi del carburante che, a detta delle associazioni di categoria, tende a ricadere sui gestori del servizio. Lo sciopero avrà inizio alle ore 19:00 del 24 gennaio e proseguirà fino alle 7:00 del 27 gennaio. “Per porre fine a questa ondata di fango contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le associazioni dei gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della Categoria, su tutta la rete; di avviare una campagna di contro informazione sugli impianti e proclamare, per le giornate del 25 e 26 gennaio 2023, una prima azione di sciopero con presidio sotto Montecitorio” – si legge nella nota diffusa.


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