Da Posillipo a Fuorigrotta in soli 6 minuti: la Funivia di Posillipo

Funivia di Posillipo

La Funivia Posillipo Alto-Mostra d’Oltremare o meglio conosciuta come Funivia di Posillipo è un impianto di trasporto pubblico, in uso dal 1940 al 1961, che collegava il quartiere di Posillipo con quello di Fuorigrotta.

Nel 1874 l’amministrazione comunale emanò un bando per il traforo della collina di Posillipo e nel 1912 fu affidata alla Società Edilizia Laziale la costruzione del Rione Occidentale. Nel maggio del 1940 fu inaugurata la Mostra delle Terre d’Oltremare e la funivia che permetteva da Posillipo di raggiungere la Mostra in soli 6 minuti. Costruita dalla ditta Ceretti e Tanfani era lunga 1629 metri, dei quali 945 in salita per un dislivello di 104 metri.

La stazione inferiore, che si trova in viale Kennedy, è costituita da un edificio in cemento armato a pianta quadrata, mentre quella superiore è sita sulla parte finale di via Manzoni. L’attività della funivia durò un solo mese, poi nel 1943 con l’occupazione nazista, fu distrutta completamente. Dal 1950 al 1952 si svolsero i lavori di ricostruzione dell’impianto, dopo dei quali fu inaugurata nuovamente. L’esercizio venne poi sospeso nel 1961, quando la stazione inferiore fu affidata al ristorante “Gulliver”, attivo fino agli anni ’90, mentre quella superiore ospita ancor oggi i Vivai De Luca.

Era un motore elettrico da 75 HP che permetteva il funzionamento dell’impianto, le due cabine vuote pesavano 1400 kg, con una capienza di 20 persone, viaggiando alla velocità di 5.5 m/s copriva il tragitto in 6 minuti. Nel 1957 il traffico passeggeri raggiunse le 95,491 unità all’anno.

Negli ultimi anni si è presa in considerazione la possibilità di una riattivazione della funivia. Numerosi sono stati i dibattiti tra i favorevoli, i quali credono che si tratti di una buona occasione di sviluppo e di potenziamento delle strutture locali, come quelle sportive e culturali e dell’offerta turistica di Posillipo poco distante dalla Grotta di Seiano e dalle spiagge della Gaiola e di Marechiaro. Dall’altro lato i critici non la vedono come una soluzione al cospicuo traffico di veicoli ed una certezza nel rapporto costi/profitti.

Pochi mesi fa il presidente della commissione Trasparenza del Comune di Napoli, Andrea Santoro e il Presidente della Municipalità di Chiaia-Posillipo, Fabio Chiosi, denunciarono lo stato di incuria della Funivia e l’occupazione abusiva della stessa da parte di alcuni esponenti dell’estrema sinistra. Gli autori della denuncia incolparono De Magistris della sua eccessiva tolleranza che sfiorava quasi la complicità perché non è l’unico caso che vede protagonista un bene pubblico, con un continuo depauperamento del patrimonio immobiliare.

Allo stato attuale delle cose ci auguriamo che un altro bene di importanza storica come la Funivia venga almeno mantenuto in maniera decente e chissà se un giorno si possa davvero rimettere in uso l’impianto.

 

Un pò di bibliografia per chi volesse approfondire i cenni storici sulla Funivia:

AaVv, (1972) Storia di Napoli, Società editrice storia di Napoli, XXIV voll.

Avitabile C., (2009) Per un’ipotesi di riqualificazione della funivia Posillipo – Mostra d’Oltremare, 6 gennaio su Europaconcorsi.com

Capasso A., (2001) Trasporto verticale e città: gli impianti di risalita nella mobilità urbana dagli ascensori alle funivie, Napoli, Clean.

Funivia di Posillipo, Archivio di Stato di Napoli, Prefettura gabinetto secondo versamento, 989/38.

Galdo N., (1958) Relazione illustrativa del nuovo piano regolatore generale di Napoli, Napoli, Arti grafiche SAV.

Municipio di Napoli (1973) Variante per la zona occidentale al PRG approvato con DM 1829.

Recupito A. (1952) La funivia Posillipo – Campi Flegrei, Milano, Archivio Ceretti-Tanfani.

Siola U. (1990) La Mostra d’Oltremare e Fuorigrotta, Napoli Electa Gallimard.

Storia fotografica di Napoli (1939-1944), IX voll., Napoli, Intra moenia.

S.v. “Funivia”, in “Dizionario Enciclopedico Treccani”, vol. V, Milano, Treccani.

 

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