Vesuviolive non giustifica gli aguzzini di Pianura

Vesuvio Live

Dopo la pubblicazione dell’articolo “Aria compressa: prima di Napoli altri casi in Italia” pubblicato lo scorso 12 Ottobre, numerosi sono stati gli attacchi ricevuti dai lettori indignati per la nostra presunta volontà di giustificare gli aguzzini di Pianura.

A scanso di equivoci, sentiamo il dovere di puntualizzare che il discorso poggiava su basi e argomentazioni completamente diverse. La nostra redazione non solo ha duramente attaccato i colpevoli, ritenuti dai noi stessi indifendibili vista la brutalità dell’aggressione, ma bensì poneva al lettore alcune domande rispetto all’alibi fornito dai familiari del 24enne nel video che ha fatto il giro del web.

La parola alibi, così come spiegata dal Dizionario della Lingua Italiana di Repubblica, significa: “Scusa, pretesto con cui si giustifica un comportamento manchevole” ed è proprio sugli alibi che vengono costruiti i processi.

Gli alibi, in giurisprudenza, vengono costruiti “ad Hoc” dagli avvocati, motivo per cui ci chiedevamo se, proprio simili fatti accaduti precedentemente in Italia, avevano potuto in un certo senso “instradare” avvocati, colpevoli e familiari, sull’illogico e ingiustificabile alibi del gioco finito in tragedia. Un alibi forte potrebbe anche cambiare il corso di un processo o portare ad attenuanti di pena. Da qui l’esigenza di interrogarsi sulla versione fornita dai colpevoli, proprio in relazione al processo che deciderà le loro sorti.

La nostra redazione prende le distanze da ogni tipo di appoggio, giustificazione o difesa dei quattro ragazzi di Pianura, così come sottolineato a più riprese nell’articolo. L’intero discorso esulava completante da qualsivoglia classificazione territoriale, da noi ritenuta superflua e priva di attinenza, ma soprattutto voleva essere una denuncia dell’idiozia e della stupidità che troppo spesso colpisce l’essere umano, indipendentemente dalla sua provenienza geografica.

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