Scavano per cercare rifiuti tossici e trovano una villa del II secolo a.C.

rifiuti

Si preferisce tacere e morire anziché parlare ancora!“, queste le dure parole di Giorgio Pisani, parroco di Portici ai microfoni del Tg regionale andato in onda ieri sera su Raitre.

A poco a poco però sembra che i testimoni degli sversamenti di rifiuti si aprano sempre più con i loro parroci, rivelando gli interri durante le confessioni ed autorizzando i sacerdoti a svelare i siti contaminati dai rifiuti (di cui abbiamo già parlato in precedenza). La discarica di Ercolano è uno di questi, infatti grazie alla segnalazione di un operaio le ruspe, che stanno scavando da due settimane, ad un metro e mezzo di profondità hanno ritrovato fusti contenenti idrocarburi, amianto, pneumatici e rifiuti tossici vari.

Ma proseguendo con gli scavi la Guardia Forestale ha trovato anche i resti di una villa romana del II secolo a.C. nascosta dai rifiuti. Il rinvenimento è stato confermato dalle ortofoto satellitari e da fotografie scattate nel 1983 quando era ancora possibile vedere la villa romana ad occhio nudo. “Abbiamo avvisato subito la Procura della Repubblica, – racconta Sergio Costa, Comandante del Corpo Forestale Campania – abbiamo chiesto aiuto al CNR ed avvertiremo anche la Soprintendenza dei Beni Archeologici“.

Il servizio si conclude con la mascotte del Corpo Forestale, rigorosamente in divisa, il cagnolino Tippete che è stato adottato dagli agenti un anno e mezzo fa poiché ritrovato in una discarica di Caivano ferito dai rifiuti ferrosi e ridotto in fin di vita.

Dunque la villa romana era conosciuta, dato che all’epoca sono stati fatti anche dei rilievi delle strutture e delle fotografie a fini di studio, poi successivamente al 1983 hanno pensato bene di versarci sopra tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici occultando per sempre la villa e continuando ad avvelenare la terra.

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