Artem di Mare Fuori: “Ho sofferto tanto. Poi passai un Natale da solo in auto e trovai Dio”


Artem Tkachuk, conosciuto per il suo ruolo di Pino ‘o pazzo in Mare Fuori, nel corso di una lunga intervista rilasciata a Luca Casadei di One More Time, ha aperto il suo cuore raccontando la sua difficile infanzia, la sua fede in Cristo e la scalata al successo in televisione, partita così inaspettatamente.

Artem, Pino di Mare Fuori: “Ho sofferto, poi ho trovato Dio”

L’attore ha ripercorso le tappe iniziali della sua vita, raccontando della sua infanzia vissuta essenzialmente in Ucraina, in un villaggio rurale: “Nasco in Ucraina il 2000. Dopo un anno mio padre se ne va in Italia, mia mamma dopo qualche mese lo raggiunge, io resto con i miei nonni materni. Il mio primo sogno era quello di conoscere mio padre. Rimango senza i miei genitori per 6 anni, la prima volta che ho visto mia mamma, infatti, non la conoscevo. I miei nonni sono stati i miei genitori, mi hanno insegnato tutto. Ora sono in Ucraina, ho un legame fortissimo con loro”.

“In Ucraina non avevamo nemmeno l’acqua in casa, bisognava andare al pozzo. Non sono stato voluto come figlio, c’erano troppi casini, troppa povertà, troppe cose che non erano forse volute però alla fine eccomi qua. A 6 anni raggiungo i miei genitori in Italia, ad Afragola (Napoli)”.

“Non sapevo l’italiano, da un villaggio immerso nella natura mi sono trovato in un blocco chiuso e questa cosa mi faceva stare male. Ho cambiato 2/3 istituti, alle scuole elementari ero un ragazzino un po’ violento. Dopo 6 mesi mia madre decise poi di farmi ripartire  perché la situazione familiare era un po’ particolare. Torno ad Afragola a 10 anni e resto con mia mamma e mio padre per un periodo”.

Difficile, dunque, il rapporto con i suoi genitori: “La storia è un po’ particolare, mio padre aveva dei vizi ma è sempre stato un lavoratore. Aveva i suoi demoni dentro di sé, ce li ha ancora. Ora non stanno più insieme i miei genitori, io vivo da solo. Mia mamma mi ha donato la vita e questo mi basta. Ci sono stati momenti in cui avevo bisogno d’amore e lei non è stata presente perché i problemi erano grandi. Ma ha sempre fatto di tutto per non farmi mancare niente, mi ha dato amore”.

Avevo troppa rabbia accumulata, era quella che mi portava ad essere un po’ violento, non avevo lucidità, la rabbia mi rendeva cieco. Forse è quello che porta tanti ragazzi a prendere strade sbagliate. Mi calmo forse a 18 anni, prima di iniziare Mare Fuori. Non ero nemmeno il tipo che cercava queste situazioni però capitavano tutte a me. Adesso non mi interessa più niente, la mia prima priorità è il mio benessere, la mia pace interiore”.

Artem e il suo percorso di fede

A salvarlo da questa infanzia segnata da sofferenze e abbandoni è stata la sua fede in Dio: “Io ho fede in Dio. In Dio ho trovato l’amore che non ho ricevuto dai miei genitori. Ho fede da sempre, nessuno in famiglia è credente ma io avevo questa percezione interiore dentro me, cercavo il mio papà e già guardavo il cielo e pensavo cosa ci fosse oltre. C’è stata subito questa connection fin da piccolo”.

“Mio padre è stato il mio primo idolo. Anche se non lo conoscevo, lo vedevo dalle foto, lui era un ex lottatore. Per me era un supereroe, poi quando l’ho conosciuto ho capito che era un mostro. Ora penso che mi ha reso un uomo più forte, sono grato di questo. Le sue debolezze sono state la mia forza, mi ha permesso di diventare uomo a una giovane età e di seguire il mio proposito con fede. Ultimamente lo abbraccio spesso”.

“Ci vuole più coraggio a perdonare le persone che ti hanno ferito, questa è la cosa più forte che ci rende nobili. Da quando ho iniziato ad abbracciare mio padre, ho iniziato ad abbracciare le persone, il mondo. Cammino con la fede e non c’è mai stanchezza nei miei passi“.

Racconta, poi, l’incontro con la fede: “I miei genitori si separano, mio padre perde la testa. Passo un Natale da solo in macchina e trovo Dio. Perché quel Natale lì son stato da solo in macchina, ho iniziato a guardare il cielo e ho iniziato a dire ‘perché a me tutto questo? Perché proprio io? Perché devo soffrire così tanto? Dove mi vuoi portare?’. Nella sera di Natale mentre tutti stavano a tavola, guardavo magari tutte le storie di chi stava a tavola in famiglia. Io volevo stare semplicemente da solo”.

“Capisci in quei momenti lì che devi iniziare a credere in te stesso veramente. Qualcosa organizza il sistema, non ti manda le cose così a caso, è tutto studiato. C’è tutto un piano per la tua vita, c’è tutto un qualcosa ma devi crederci, devi avere veramente tanta fede” – conclude.

Poi il provino capitato per caso per una parte come comparsa in Gomorra, ripescato dopo ben 2 anni quando Artem viene scelto per il film La Paranza dei Bambini. Mentre continuava a mettere soldi da parte per partire per Londra, ha ottenuto la parte che gli ha cambiato la vita: quella di Pino in Mare Fuori.


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