Video. Il canile degli orrori: denunciata un’intera famiglia

Canile

Un vero e proprio inferno quello scoperto dalla polizia di Pozzuoli in un’anonima stradina di campagna nel cuore dei Campi Flegrei. In quest’angolo appartato di via Silio Italico, traversa di via Bellavista, a Bacoli, c’è un appezzamento di terreno dove 98 cani erano stipati in conigliere, legati a catene di pochi centimetri, tra i propri escrementi, senza avere la possibilità né di muoversi, né di bere.

Gli animali, destinati alla commercializzazione, erano nutriti con cibo avariato e in pessimo stato di conservazione. Alcuni di loro sono stati trovati ciechi e sanguinanti, malati e magrissimi. Quando i poliziotti, diretti dal vice Questore Pasquale Toscano, hanno fatto irruzione si sono trovati davanti una scena raccapricciante: c’erano insetti ovunque, una puzza terribile, sporcizia e feci. Inoltre in un frigo-congelatore hanno ritrovato carcasse di altri animali morti in decomposizione. Alcuni cani, alla vista degli uomini, erano spaventati ed immobili, invece,  altri abbaiavano, forse felici per aver capito che stavano per essere liberati da quell’orrore.

Il blitz è scattato, dopo la denuncia del Presidente dell’E.I.T.A.L. ( Ente Italiano Tutela Animali e Lupo) Antonio Colonna, contro il proprietario dell’appezzamento di terreno che aveva anche delle tartarughe del tipo appartenente alla specie protetta “testudo Hè iermanni”, inoltre ovini, suini e bovini tenuti al buio, all’interno di piccoli box di cemento armato. Tra le gabbie del canile lager è stata trovata anche una busta contenente farmaci e filo di sutura, utilizzati per curare e medicare, senza alcuna assistenza veterinaria, gli animali, ed ovunque anche trappole per la fauna selvatica.

Al proprietario, titolare di porto d’armi, sono stati sequestrati anche 5 fucili ed una pistola in quanto, da anni, non in regola con le autorizzazioni per la detenzione. L’uomo e la moglie con i due figli, saranno denunciati, in stato di libertà per i reati di: ricettazione, maltrattamento di animali, allevamento abusivo, commercializzazione, detenzione di fauna protetta, violazione delle norme igienico sanitarie, somministrazione e detenzione di farmaci scaduti. Intanto gli animali sono stati affidati e sottoposti ad accertamenti veterinari dove gli verrà donata una nuova vita.

Ci sono immagini che chi scrive preferisce non mostrare, perché sono davvero sconvolgenti. Fa male vedere questi animali in pessime condizioni igienico sanitarie, malati, feriti e soprattutto tristi. In una società dove non si ha rispetto neanche per l’essere umano tutto ciò potrebbe non meravigliare più di tanto. In una società dove la vita di un uomo vale qualche anno in carcere, è ovvio che un reato del genere viene “punito” solo con qualche denuncia e nulla di più. Ma cosa se ne può fare delle denunce un essere che ha avuto il coraggio di fare tutto questo? L’uomo è troppo superbo, è convinto che la natura e la vita in generale sia di sua proprietà, un bene da commercializzare a tutti i costi. E così nascono i canili lager, gli allevamenti intensivi, si maltrattano o si uccidono gli animali, si sotterrano rifiuti tossici, si inquinano mari e fiumi. E poi ci si sorprende quando la natura si ribella, con cambiamenti climatici, alluvioni, ecc. Questo, alcuni popoli, lo chiamerebbero Karma.

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