Lo sbadiglio è contagioso? Sì e c’entra l’empatia tra le persone…

Lo sbadiglio è contagioso
Lo sbadiglio è contagioso

Uno sbadiglio è un riflesso di una profonda inalazione ed espirazione del respiro. Pandiculazione è il termine utilizzato per definire l’insieme delle contrazioni muscolari che di solito accompagnano lo sbadiglio, e che portano a “sgranchirsi”. 

Lo sbadiglio, in genere, è associato alla stanchezza, allo stress o alla noia, ed è una pratica molto comune nei vertebrati. Inoltre, ha effetti contagiosi. Infatti, se si vede un’altra persona sbadigliare, viene quasi automaticamente imitare l’atto. A tal proposito, è utile ricordare lo studio effettuato da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (Università di Pisa), avente ad oggetto l’analisi comportamentale dello sbadiglio ravvisata in un’indole empatica, tanto più alta quanto più alto è il grado di parentela tra i soggetti coinvolti nell’arte dello sbadigliare. E’ massimo nei parenti stretti , cioè genitori/figli/nipoti, fratelli e minore  negli amici.

La pratica del contagio empatico inizia già intorno ai 5 anni di età, fase della crescita in cui il bimbo inizia a identificarsi con i suoi familiari, al contrario è quasi assente nei bambini autistici.  C’è anche chi sostiene un contagio diretto tra il padrone e il cane, ma i risultati sono plurimi e discordanti. Elisabetta Palagi, dell’Unità di primatologia cognitiva dell’Istc-Cnr, afferma «Lo sbadiglio “contagioso” è un fenomeno completamente diverso, più “moderno”, dimostrato finora solo in alcune scimmie (scimpanzé e babbuini gelada) e nell’uomo e ipotizzato anche per animali con capacità cognitive e affettive sviluppate come il cane. Nell’essere umano normalmente lo sbadiglio può essere evocato da un altro sbadiglio entro 5 minuti».

 

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