Campi Flegrei, vulcanologo: “Fase simile a quella prima dell’unica eruzione: Monte Nuovo”
Mag 15, 2025 - Veronica Ronza
Campi Flegrei e rischio eruzione
A seguito degli ultimi sciami sismici registrati ai Campi Flegrei, con scosse di terremoto avvertite anche a Napoli, il vulcanologo dell’INGV Giuseppe De Natale ha fornito alcuni chiarimenti sulla crisi bradisismica attuale e sul rischio di una eventuale eruzione.
Terremoto e rischio eruzione ai Campi Flegrei: parla De Natale
“Nei Campi Flegrei finché dura il sollevamento del suolo ci saranno purtroppo terremoti. La maggior parte, per la natura stessa della sismicità, sarà di bassa o bassissima magnitudo, ma una piccola parte sarà di magnitudo più alta, che potrà arrivare anche fino a circa 5″ – ha spiegato il professor De Natale a Il Corriere del Mezzogiorno.
Del resto proprio in questi ultimi giorni una forte scossa di magnitudo 4.4 ha allarmato la popolazione, facendo sentire i suoi effetti in tutta la provincia di Napoli. Come ripetuto più volte dagli esperti, per quanto riguarda il rischio sismico, è necessario focalizzarsi sulla tenuta degli edifici per garantire la sicurezza dei cittadini.
Sul fronte di un rischio vulcanico e quindi di una eventuale eruzione (che per l’Osservatorio Vesuviano al momento è una possibilità remota) De Natale ha evidenziato: “Purtroppo nessuno può dire né quando questa fase di sollevamento finirà né se le fasi di bradisismo che osserviamo dal 1950 ad oggi preludano ad un’eruzione“.
“Certamente quanto osserviamo dal 1950 ad oggi è analogo a quanto accadde prima dell’unica eruzione avvenuta in epoca storica: Monte Nuovo nel 1538. Però queste fasi possono anche terminare, in linea di principio, senza un’eruzione. Prima del 1538 ci furono oltre 100 anni di sollevamento del suolo e sismicità. Dopo il 1538 il primo episodio di sollevamento del suolo e sismicità intermittente è quello, iniziato nel 1950, che osserviamo tutt’ora. Sono trascorsi 75 anni, potrebbero passare quindi molti altri anni o decenni prima che il fenomeno termini, e non possiamo sapere se terminerà o meno con un’eruzione“.
“Per ora, osserviamo che, dopo 75 anni dall’inizio della fase pre-eruttiva culminata nel 1538, c’erano già circa 10 metri di sollevamento massimo. Oggi, dopo 75 anni dal 1950, ci sono stati solo poco più di 4 metri di sollevamento cumulativo: questo potrebbe significare qualcosa, ma non possiamo esserne certi”.
