La Madonna che salvò i torresi dal Vesuvio e dai pirati: la grande devozione a Marzano di Nola
Ago 07, 2025 - Gabriella Licenziato
A Marzano di Nola, alle porte dell’Irpinia, si rinnova ogni anno una delle espressioni più sentite della fede popolare campana, legata a filo doppio con la devozione mariana di Torre del Greco e di altri comuni del vesuviano: la festa in onore di Maria Santissima dell’Abbondanza.
Un culto dalle radici antiche, alimentato nel tempo da miracoli, pellegrinaggi, memorie tramandate e un legame profondo tra la comunità e la sua Celeste Patrona. A guidare con fede e dedizione questa celebrazione è Don Luigi Vitale, parroco del Santuario di Marzano.
Le origini del culto e il miracolo fondativo
“La devozione alla Madonna dell’Abbondanza nasce da una leggenda popolare, secondo cui un quadro raffigurante la Vergine sarebbe stato rinvenuto nel luogo dove oggi sorge il Santuario di Marzano di Nola“, così racconta Vincenzo Nappi, giovane collaboratore della parrocchia e promotore delle iniziative religiose e culturali della comunità.
Tra il XVII e il XVIII secolo, fu istituita una confraternita poi aggregata nel 1604 all’Arciconfraternita del SS. Nome di Maria a Roma. Uno dei contributi più importanti alla conoscenza delle origini è offerto dal Canonico Giuseppe Crisci, nel suo volume del 1855, “Cenno Storico del Culto di S. M. dell’Abbondanza“.
Egli racconta di un Abate greco, appartenente alla nobile famiglia Castriotti Scanderbech, la cui moglie si ammalò gravemente durante un soggiorno a Marzano.
Grazie all’intercessione della Madonna, la donna sarebbe guarita e l’Abate, colmo di riconoscenza, si fece promotore dell’incoronazione solenne dell’immagine miracolosa.
Dopo un’accurata raccolta di testimonianze dei prodigi avvenuti nel territorio – racchiusi nel testo “Sagra Ghirlanda” – l’incoronazione fu approvata da Papa Pio VI nel 1778, la prima nella diocesi di Nola. La celebrazione durò cinque giorni, animata da arazzi e luminarie che avvolsero il paese in un clima di festa e preghiera.
Riti, preghiere e tradizione: al via la festa più sentita dalla comunità
La festa si celebra ogni anno l’ultima domenica di luglio. Il Comitato Festa, formato da volontari, coordina i preparativi che iniziano 40 giorni prima, con l’innalzamento in piazza del quadro della Madonna. Da lì, ha inizio un percorso scandito da riti religiosi e civili, che culminano in una settimana di profonda intensità spirituale.
Cuore pulsante degli eventi è il Santuario di Maria Santissima dell’Abbondanza, luogo di silenzio e raccoglimento, che custodisce da secoli la devozione del popolo.

Tra i momenti più significativi si annoverano: il novenario, con celebrazioni eucaristiche quotidiane; la Scala Santa penitenziale, che vede i fedeli salire i gradini del santuario recitando preghiere; la vestizione della statua con il pregiato manto d’oro, ornato con gioielli donati anche da fedeli di Torre del Greco; la processione solenne del lunedì, in cui la statua viene portata a spalla da devoti scalzi, in segno di penitenza e voto.
Il martedì è dedicato ai pellegrini: giungono da Torre del Greco, San Giuseppe Vesuviano, San Gennarello e Ottaviano, territori che nei secoli sono stati testimoni della protezione mariana, durante calamità naturali come l’eruzione del Vesuvio del 1794.
La memoria viva dei torresi e la Madonna dell’Abbondanza
Lo storico legame tra Marzano di Nola e Torre del Greco affonda le sue radici in un intreccio di fede, memoria e speranza. Durante la devastante eruzione del Vesuvio del 1794, una parte della città corallina venne travolta dalla furia della lava.

È in quel momento drammatico che, secondo la tradizione locale — tramandata dal canonico Crisci nel suo scritto del 1855 “Cenno Storico del Culto di S. M. dell’Abbondanza” — alcuni abitanti di Torre del Greco furono guidati da una luce misteriosa, che li condusse fino al Santuario di Maria Santissima dell’Abbondanza, a Marzano di Nola. Sotto la protezione materna della Vergine, i torresi trovarono sicurezza e conforto.
“Ancora oggi” racconta il giovane Vincenzo Nappi, “questo miracolo vive nella memoria popolare come simbolo di un legame spirituale profondo e indelebile, che continua ad unire le due comunità sotto lo stesso sguardo amorevole della Madonna“.
Ex voto e storie di salvezza: la memoria viva della protezione di Maria Santissima dell’Abbondanza
Numerosi sono gli ex voto e i documenti parrocchiali che custodiscono la memoria delle grazie ricevute per intercessione di Maria Santissima dell’Abbondanza. Tra questi spicca una preziosa tela del 1853, firmata dal pittore G. Lacertosa, che raffigura quattro confratelli in preghiera dinanzi alla Vergine, circondati da sedici medaglioni.
Uno degli episodi più suggestivi e tramandati narra di tre marinai torresi, minacciati da un attacco corsaro: le palle di cannone sparate contro di loro caddero misteriosamente in mare, senza mai colpirli.

“Quelle stesse palle — racconta con emozione il giovane Nappi — sono oggi conservate nel Santuario, nella cappella degli ex voto, a ricordarci che Maria Santissima dell’Abbondanza continua a vegliare sul suo popolo, sia per mare che per terra“.
Una madre per tutti: la Madonna dell’Abbondanza accoglie cuori giovani e feriti
Negli ultimi anni, sempre più giovani partecipano con entusiasmo alla Festa in onore di Maria Santissima dell’Abbondanza, diventandone parte attiva e vitale. Portano a spalla le statue durante la processione, curano con passione l’organizzazione degli eventi e si fanno portavoce di un messaggio mariano che continua a risuonare nel cuore.
“Oggi più che mai — racconta Vincenzo Nappi — la festa diventa occasione di rinascita, ritorno all’essenziale e condivisione profonda. È un momento in cui la comunità si stringe attorno alla sua Patrona, con fede e devozione“.
La Madonna è per tutti una madre instancabile, che conosce nel silenzio le nostre paure, ferite nascoste e desideri più profondi. “La sua abbondanza — continua il giovane Nappi— non è solo nel nome, ma nella tenerezza con cui accoglie chiunque si affidi a lei“.
A Marzano di Nola, la festa non è solo un evento religioso: è una presenza viva, che accompagna e sostiene un intero popolo nel tempo. “La Madonna dell’Abbondanza — conclude Vincenzo — non esclude nessuno: abbraccia ogni cuore che la invoca, con la stessa dolcezza di una madre che non si stanca mai di amare“.


