“L’ho uccisa, era autoritaria”: la confessione dell’uomo che ha ucciso moglie e figlio 15enne
Ott 01, 2025 - Veronica Ronza
Elisa Polcino, uccisa dal marito Salvatore Ocone a Benevento
Sarebbe affetto da problemi di salute mentale, curato per una psicosi cronica, Salvatore Ocone, l’uomo che avrebbe ucciso la moglie, Elisa Polcino, e il figlio Cosimo nel loro appartamento di Paupisi, in provincia di Benevento.
Omicidio Paupisi, la confessione: “Ho ucciso mia moglie”
L’uomo avrebbe colpito prima la moglie, con un sasso, poi i due figli minorenni che si trovavano in casa: Cosimo, di 15 anni, e Antonia di 16. Sarebbe poi scappato in auto, portando con sé i due ragazzi. A scoprire il corpo senza vita di Elisa sarebbe stata la suocera, residente nella stessa palazzina dei coniugi.
Dopo ben 13 ore di fuga, Ocone sarebbe stato fermato dalle forze dell’ordine. Con lui in auto si trovavano Antonia, in fin di vita, e il cadavere di Cosimo, deceduto per le gravi lesioni riportate. La ragazza è stata trasportata d’urgenza in ospedale dove attualmente è ricoverata.
“Ocone ha reso un’ampia confessione sugli omicidi. E’ chiaro che ha colpito prima la moglie e poi la figlia nel letto, circa le modalità dei colpi inferti al figlio sono in corso ulteriori accertamenti. Non sono stati trovati altri oggetti contundenti ad eccezione della pietra” – ha spiegato il procuratore Gianfranco Scarfò nel corso di una conferenza stampa dedicata al duplice omicidio del Beneventano.
“Mia moglie era aggressiva e autoritaria” – con queste parole l’imputato avrebbe motivato la brutale aggressione consumata tra le mura domestiche, non solo ai danni della moglie ma anche dei due figli. Stando a quanto emerso anche i ragazzi sarebbero stati aggrediti a colpi di pietra in casa. Il padre li avrebbe poi trascinati in auto dando inizio alla fuga.
“Ci siamo resi conto subito che i ragazzi erano stati colpiti in casa. Di qui la fretta di trovare l’auto nel tentativo di salvare i figli” – ha detto il comandante dei carabinieri di Benevento, il colonnello Calandro.
