3 febbraio, i riti da fare a San Biagio: l’olio, le candele e il pane
Feb 03, 2026 - Enza Gallo
I riti per la festa di San Biagio - foto realizzata con AI
Il 3 febbraio, come ogni anno, ricorre la Festa di San Biagio definito il protettore della gola.
– [ ]La storia di San Biagio: il medico martire
San Biagio venerato sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa era un medico, che nacque e visse a Sebaste, nell’attuale Armenia. Divenuto successivamente vescovo venne perseguitato da Licino (307-323) si racconta che per sfuggire agli arresti, si nascose in una caverna, ma fu scoperto e catturato dal preside Agricolao.
Condotto davanti al tribunale, rifiutò di rinnegare la propria fede e per questo venne sottoposto a crudeli torture: i carnefici gli strappavano la carne con pettini di ferro usati per cardare la lana. Nonostante il dolore, San Biagio rimase fermo nella sua fede, guadagnandosi la devozione dei cardatori di lana che ancora oggi lo considerano patrono.
Durante la prigionia salvò un bambino che stava per morire a causa di una lisca di pesce conficcata nella gola, dandogli da mangiare una mollica di pane, per questo è invocato contro il mal di gola e altri malanni dell’apparato respiratorio. San Biagio morì decapitato nel 316 D.C., tre anni dopo la concessione della libertà di culto nell’Impero Romano (313 D.C). La sua memoria viene celebrata ogni anno con riti particolari, tra cui la benedizione della gola dei fedeli
I riti per San Biagio: la tradizione dell’olio
Durante la liturgia dedicata a San Biagio si impartisce la benedizione della gola dei fedeli con due candele benedette incrociate ed unite tra loro da un nastro rosso: gesto che richiama la luce, la protezione e la soglia fragile tra salute e malattia, così sentita nei mesi invernali, quando il corpo è più esposto e vulnerabile.
Accanto al rito religioso, sopravvivono usanze di carattere popolare e gastronomico, è tradizione consumare il pane di San Biagio, spesso benedetto durante le funzioni. In alcune famiglie, principalmente lombarde, si conserva l’antica abitudine di mangiare l’ultimo pezzo di panettone avanzato dalle festività natalizie come simbolo di protezione per l’anno appena iniziato.
