Sal Da Vinci accusato di razzismo, sbotta durante lo scherzo: “Napoli è la cultura del paese”

Sal Da Vinci a Scherzi a Parte


Sal Da Vinci protagonista a Scherzi a Parte con un esilarante scherzo: il cantante, vincitore del Festival di Sanremo, viene accusato di razzismo nei confronti di un giovane batterista di Mestre (Venezia).

Sal Da Vinci a Scherzi a Parte: lo scherzo

Sal Da Vinci è pronto per dare il via alle prove del suo spettacolo teatrale quando, con la complicità dei suoi collaboratori, viene a sapere dell’assenza del suo batterista Gianluca. Viene, però, rassicurato della presenza di un sostituto ed è così che si presenta a teatro un giovane batterista di Venezia, accompagnato dal suo manager.

A prove avviate, il musicista ammette di non conoscere le canzoni del cantante e si fa prendere da manie di protagonismo, proponendo anche un assolo di batteria, consigliando a Sal di non cantare. Di qui il ritorno di Da Vinci in camerino per comprendere bene la situazione con i suoi collaboratori.

“Ma questo ragazzo sta facendo questa prova stamattina ma poi se ne va? Io 19 e 20 devo tenere un batterista diverso? Ma che c***o state dicendo? Ma state perdendo la testa? Io ho il debutto dello spettacolo e Gianluca non c’è? Ma state perdendo la testa, state dando i numeri. Voi siete un agglomerato di co***oni, è una cosa anti-professionale. Voi siete matti. Siete un agglomerato di qualcosa che io ancora devo definire. Io non vado in scena così” – ha sbottato l’artista.

Il manager spiega che è stata richiesta la presenza del suo batterista per tutto il tour, costringendo il giovane a sospendere tutti i suoi concerti, per un compenso promesso di 12 mila euro. Sal, però, replica: “In scena ci vado io, la gente viene per vedermi e le cose devono essere fatte come dico io, non come dicono gli altri”.

“Ci hanno detto che per l’impegno ci avrebbero dato 12 mila euro, il mio batterista è talmente bravo che in due giorni tutte ‘ste robe napoletane le impara” – dichiara il manager che, sminuendo il lavoro dell’intera compagnia, fa sbottare il cantante.

“Io ho sempre assunto gli impegni quando li decido io. Le cose napoletane sono la cultura del nostro paese, ma sono cose anche più complicate di quanto si possa pensare. La musica è universale, la musica napoletana è dell’intero universo. Ci sono delle cose tecniche che vanno studiate” – queste le parole di Sal Da Vinci.

Di qui la risposta del manager che accusa il cantante partenopeo di razzismo: “Mi sembra una sorta di razzismo al contrario. Se si fosse chiamato Ciro Esposito e, invece di essere di Venezia, fosse stato di Casoria allora andava bene. Non mi sembra di aver sentito tutti questi enormi errori. Basta che ci pagate poi come siamo arrivati ce ne andiamo”.

“Io ho un contratto con il mio batterista che non si è presentato. Non alzi la voce però, questa è casa mia” – dice Sal precipitandosi nuovamente in camerino per non perdere le staffe. Si presenta poi il suo batterista Gianluca per svelare lo scherzo.


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