Fabio ucciso a Napoli a 20 anni, la cugina: “Lavorava di notte, era un bravissimo ragazzo”
Apr 07, 2026 - Veronica Ronza
Fabio Ascione, il ragazzo ucciso a Ponticelli
Resta ancora da chiarire la dinamica del decesso di Fabio Ascione, il ragazzo di 20 anni ucciso all’alba a Napoli, in zona Ponticelli, all’esterno di un bar.
Ucciso a Ponticelli, la cugina di Fabio: “Era un bravo ragazzo”
L’agguato è avvenuto poco dopo le 5:00 nei pressi del bar Lively, in via Carlo Miranda, dove il giovane si trovava in compagnia di alcuni amici. Due sconosciuti, a bordo di un’auto o di uno scooter, avrebbero esploso diversi proiettili, colpendo la vittima al torace.
Il 20enne sarebbe morto poco dopo il suo arrivo all’ospedale Villa Betania. L’agguato presenterebbe tutti gli elementi di un colpo cammoristico anche se il ragazzo risultava formalmente incensurato. Resta, dunque, da chiarire se il reale bersaglio della sparatoria fosse lui o se sia stato colpito per sbaglio, forse scambiato per un’altra persona.
“Mio cugino lavorava al bingo, soprattutto di notte. Un ragazzo di 20 anni che lavora di notte non vive, e fare questa fine per nulla io lo trovo assolutamente ingiusto” – ha raccontato Martina, cugina della vittima, a Il Mattino.
“Era un bravissimo ragazzo e non c’entrava nulla. Per chi sceglie una certa via sono fatti suoi ma se io non mi scelgo questa vita non è giusto che debba morire in questo modo. E so che ci saranno molti commenti ma voglio precisare che mio cugino era un bravo ragazzo, solo questo“.
“Non aveva chissà quanti amici, la sua routine era uscire da lavoro, passare per il bar, mangiare qualcosa e tornare a casa a giocare con la PlayStation. Se usciva quando finiva di lavorare era solo per prendere un caffè o mangiare una pizza”.
Parole confermate anche da uno dei migliori amici di Fabio: “Siamo cresciuti insieme, era veramente un bravo ragazzo. Non voleva sapere niente di nessuno, lavorava, tornava a casa, si trovava al bar, mangiava qualcosa. Non era un ragazzo che si cercava guai“.
