“Penso napoletano, mangio napoletano. La mia città è la mia forza”: Sal Da Vinci a Belve
Apr 29, 2026 - Veronica Ronza
Sal Da Vinci a Belve
Intervistato da Francesca Fagnani, nel corso della trasmissione Belve, Sal Da Vinci ha omaggiato ancora una volta la sua Napoli ripercorrendo i momenti più importanti della sua vita e della sua carriera.
Sal Da Vinci a Belve: l’omaggio alla sua Napoli
“Io sono un cantante napoletano, del popolo, vengo dal basso. Penso alla napoletana, mangio alla napoletana, faccio l’amore alla napoletana, con tanta passione. A Sanremo non ha votato solo Napoli ma sicuramente la mia città mi ha dato una grande forza” – ha detto il cantante.
Alla domanda se baratterebbe la sua vittoria al Festival con l’ultimo scudetto del Napoli ha risposto: “Ho faticato 50 anni per vincere questo premio, il Napoli ne ha già vinti tanti e mi auguro ne possa vincere ancora altri. Il campionato ogni anno si ripete, io Sanremo che ne so quando mi ricapita”.
A chi vede nella sua Per sempre sì una visione tossica dell’amore ha replicato: “Chi pensa quello mi fa realmente riflettere che le cose non girano nel verso giusto. Addirittura promettere un sentimento, un viaggio, costruire le fondamenta del proprio percorso di vita o l’idea di amare per tutta la vita spaventa così tanto. Un viaggio che dura tutta la vita è possesso? Incentivare idee fuori luogo è un po’ troppo”.
Ad Aldo Cazzullo che l’ha definita una canzone da “matrimonio della camorra” ha risposto: “C’è un repertorio della camorra, delle persone che perseguono la legalità, di quelle che vivono sulla luna? Non lo so. Cazzullo non è un critico musicale ma è un bravissimo giornalista che rispetto tantissimo. Non ho voluto replicare a questo tipo di provocazione e ho chiesto anche ai miei fan di non farlo. Le polemiche passano, la musica resta. Offende chi mi ha votato, è come dare dell’imbecille a chi mi ha sostenuto, non mi sembra proprio carino. Qui si sfocia nella mancanza di rispetto”.
