Hantavirus, Burioni: “Mortalità superiore al 30%. Non ci sono cure né vaccini”
Mag 11, 2026 - Veronica Ronza
Roberto Burioni
Intervenuto alla trasmissione Che Tempo che Fa, il dottor Roberto Burioni, virologo all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha fornito alcuni chiarimenti sui casi riscontrati di Hantavirus.
Hantavirus, Burioni: “Mortalità oltre 30%, non ci sono cure”
“Fortunatamente, per quello che sappiamo, questo virus non è molto contagioso tra gli uomini. Ma c’è un però. Quello che noi sappiamo si basa sull’osservazione di episodi epidemici molto piccoli, quello più grande è di 31 casi. Sappiamo veramente molto poco” – ha esordito l’esperto.
“In questo momento non siamo davanti ad una nuova epidemia però, siccome questa malattia ha una incubazione molto lunga che può arrivare fino a 50 giorni, dobbiamo sperare di non avere alcun positivo tra 50 giorni”.
“I sintomi all’inizio sono molto vaghi, può esserci febbre, difficoltà a respirare, però è una malattia molto grave che ha una mortalità superiore al 30%. Non ci sono cure e non c’è nemmeno un vaccino, o meglio c’è ma hanno deciso di non svilupparlo perché non aveva un mercato sufficiente”.
“Queste persone devono essere isolate perché i virus possono anche cambiare quindi un virus che non è contagioso può diventarlo. In questo momento il pericolo di contagio è ristretto a quelli che erano nella nave e in aereo. Se tra 50 giorni non c’è nessun positivo allora possiamo tirare un sospiro di sollievo”.
