Hantavirus, Burioni: “Mortalità superiore al 30%. Non ci sono cure né vaccini”

Roberto Burioni


Intervenuto alla trasmissione Che Tempo che Fa, il dottor Roberto Burioni, virologo all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha fornito alcuni chiarimenti sui casi riscontrati di Hantavirus.

Hantavirus, Burioni: “Mortalità oltre 30%, non ci sono cure”

“Fortunatamente, per quello che sappiamo, questo virus non è molto contagioso tra gli uomini. Ma c’è un però. Quello che noi sappiamo si basa sull’osservazione di episodi epidemici molto piccoli, quello più grande è di 31 casi. Sappiamo veramente molto poco” – ha esordito l’esperto.

“In questo momento non siamo davanti ad una nuova epidemia però, siccome questa malattia ha una incubazione molto lunga che può arrivare fino a 50 giorni, dobbiamo sperare di non avere alcun positivo tra 50 giorni”.

“I sintomi all’inizio sono molto vaghi, può esserci febbre, difficoltà a respirare, però è una malattia molto grave che ha una mortalità superiore al 30%. Non ci sono cure e non c’è nemmeno un vaccino, o meglio c’è ma hanno deciso di non svilupparlo perché non aveva un mercato sufficiente”.

“Queste persone devono essere isolate perché i virus possono anche cambiare quindi un virus che non è contagioso può diventarlo. In questo momento il pericolo di contagio è ristretto a quelli che erano nella nave e in aereo. Se tra 50 giorni non c’è nessun positivo allora possiamo tirare un sospiro di sollievo”.


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