Targhe polacche, Varsavia avverte: “Pagherete per tutto e sarà doloroso”
Ago 25, 2026 - Redazione Vesuviolive
Mariusz Wichtowski, presidente del Pbuk
Sul fenomeno delle “targhe polacche” arriva un avvertimento diretto da Varsavia. “State attenti, perché presto o tardi – e lo sto dicendo ai proprietari italiani di questi veicoli polacchi – pagherete per tutto. E sarà doloroso”, ha dichiarato Mariusz Wichtowski, presidente del PBUK, l’ufficio centrale delle assicurazioni polacco, annunciando l’avvio di migliaia di cause civili contro chi ha causato incidenti stradali con targa polacca senza essere coperto da un’assicurazione valida.
Secondo Wichtowski, il lavoro legale è già a uno stadio avanzato: “Abbiamo avvocati italiani che stanno procedendo dall’inizio dell’anno, ci sono molti casi già a giudizio”. L’obiettivo dichiarato dall’ufficio polacco è recuperare alcuni milioni di euro, a fronte dei 40 milioni già spesi in risarcimenti per sinistri causati da veicoli con targa polacca in circolazione sul territorio italiano.
Il sospetto dei falsi incidenti
Dietro alla vicenda, secondo il PBUK, si nasconderebbe anche un problema più insidioso: quello dei sinistri fittizi, orchestrati per intascare risarcimenti su incidenti mai realmente accaduti nei termini denunciati. “Stiamo collaborando con Ufficio centrale italiano e insieme abbiamo scoperto molti falsi incidenti. Spesso non sono registrati dalla polizia, spesso ci sono testimoni che firmano soltanto su pezzi di carta”, ha denunciato Wichtowski, delineando un quadro in cui la frode assicurativa e l’elusione fiscale finiscono per intrecciarsi.
Per questo motivo, l’azione dell’ufficio polacco si muove su due binari paralleli: da un lato punire le irregolarità già commesse, dall’altro provare a limitare alla radice il fenomeno delle immatricolazioni fittizie, cresciuto negli anni anche grazie al ruolo di intermediari con base in Polonia specializzati proprio in questo tipo di pratiche.
Oltre 68mila veicoli, più della metà in Campania
I numeri forniti dal PBUK restituiscono la dimensione del fenomeno: sarebbero 68mila i veicoli con targa PL attualmente circolanti in Italia, dei quali oltre la metà concentrati in Campania. Una cifra che conferma quanto il territorio campano, e in particolare l’area napoletana, resti l’epicentro nazionale di questa forma di elusione, già al centro delle misure annunciate dal governo con il nuovo Codice della strada.
Wichtowski non si è limitato ad annunciare le cause civili, ma ha lanciato un avvertimento più ampio, che chiama in causa direttamente la posizione giuridica di chi ha immatricolato questi veicoli: “Ricordate: è illegale registrare questi veicoli in Polonia. E presto o tardi la magistratura chiederà a queste persone di presentare i documenti originali“. Un passaggio che apre la strada a possibili conseguenze legali anche per i singoli proprietari, oltre che per gli intermediari coinvolti nel sistema.
L’inchiesta della magistratura polacca e i primi arresti
A rendere ancora più concreta la minaccia c’è infine un fronte giudiziario già attivo in Polonia. “C’è un’azione ben avviata della magistratura in Polonia, molti italiani sono stati identificati come partecipanti all’organizzazione di questo business. In questo momento alcuni sono stati arrestati sul territorio polacco“, ha rivelato il presidente del PBUK, confermando che l’inchiesta non riguarda soltanto i singoli automobilisti, ma anche chi avrebbe organizzato e gestito il sistema delle false immatricolazioni su scala più ampia.
