L’ultima compagna di Pino Daniele sul film: “Lui ne sarebbe inorridito, è una brutta copia”
Ott 19, 2026 - Veronica Ronza
Je so'pazzo, il film su Pino Daniele
Da pochi giorni è uscito nelle sale cinematografiche, Je so’ pazzo, il film di Nicola Prosatore dedicato alla vita e alla carriera di Pino Daniele. Una pellicola che ha diviso il pubblico a metà: tra chi ha apprezzato la ricostruzione e chi, invece, ne ha preso fermamente le distanze. Tra questi, non è passato inosservato il commento di Amanda Bonini, l’ultima compagna del cantautore.
Film Pino Daniele, Amanda Bonini: “Una brutta copia”
Alcuni amici e conoscenti di Pino, dopo aver visto il film, hanno espresso pareri sfavorevoli in merito alla rappresentazione del personaggio. Qualcuno ha evidenziato addirittura la presenza di una narrazione distorta che troverebbe ben pochi punti in comune con la personalità del grande musicista partenopeo.
In particolare, Amanda Bonini, sui suoi canali social ha sottolineato: “Sono andata a vedere il film con l’emozione di chi ha l’aspettativa di vedere animati episodi di vita ascoltati direttamente dalla narrazione di Pino. Sento di poter dire che sarebbe inorridito per questa restituzione di sé e dei suoi vissuti“.
“La mia attenzione si è concentrata inevitabilmente sul protagonista. Di fronte al particolare delle mani sporche sono rimasta sconcertata. Aveva un grande rispetto per la sua chitarra, non l’avrebbe mai toccata con le mani sporche e pizzicato le corde con le unghie nere. Non mi risulta sia stato mai un uomo trasandato“.
“Pino aveva il piacere del buon cibo, il film restituisce invece un personaggio con un approccio bulimico, che non corrisponde al vero. Vederlo mangiare sguaiato e in maniera consolatoria , con i friarielli che penzolano dalla bocca, ha ferito il mio ricordo. Non ho riconosciuto Pino neanche nel modo di parlare sbiascicato con cui è stato caratterizzato. Pino era un omone con le spalle grandi, non con la pancia prominente, tantomeno aveva una postura ed un andamento che la mettesse in mostra. Diventare Pino Daniele è sicuramente un’operazione complessa e complicata, nulla contro il giovane attore, che sicuramente avrà dovuto performare il personaggio per come è stato delineato da percezioni distorte altrui”.
“L’immagine delle zie, poi, trasformate in un bizzarro incrocio tra le sorellastre di Cenerentola e Crudelia De Mon, mi ha lasciata impietrita. Pino nutriva un grande rispetto per loro, che lo avevano educato e messo nella condizione di potersi formare e istruire . Dalle zie aveva appreso a prendersi cura degli altri, proprio come loro avevano fatto con lui e sentirle apostrofare come arpie mi ha lasciata interdetta. Sono uscita dal cinema con l’amarezza di chi ha la consapevolezza che lo spettatore nel film non troverà Pino, ma una brutta copia oggettivamente non conforme. Peccato”.
