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Video. Per Selvaggia Lucarelli basta un cognome napoletano per essere camorristi

selvaggia lucarelli

Selvaggia Lucarelli in una lettera pubblicata da Libero.it ed indirizzata a Lapo Elkan si lascia andare a dei commenti sui “Bellavista”, che hanno urtato la sensibilità dei napoletani. Molto probabilmente tutto lo scalpore che hanno destato queste affermazioni le hanno fatto anche piacere, dato che come affermava Oscar Wilde, “Bene o male, purché se ne parli“, ma non si è resa conto che ogni parola che noi pronunciamo ha un peso e il voler a tutti costi far dell’ironia, a volte crea dei brutti scherzi.

Nella lettera su Libero, l’ “opinionista”, parla della vicenda che vede coinvolto il rampollo di casa Agnelli, vittima di un ricatto a causa di un video che lo riguarda. Nel difenderlo però fa un’affermazione che ha provocato l’indignazione ed il malcontento di numerosi lettori partenopei: “Non ti soccorrono due monaci shaolin ma i due fratelli camerieri Enrico e Giovanni Bellavista, i cui nomi già ti dovevano suggerire come minimo un’affiliazione alla camorra o un giro di calcioscommesse e invece tu che fai? Vai casa loro“.

Ed è qui che arriviamo al dunque. Secondo la Lucarelli basta un cognome tipicamente napoletano per associarlo alla camorra, quindi, secondo la sua teoria tutti gli italiani e non solo i napoletani che hanno quei nomi avrebbero a che fare con famiglie camorriste. In più finora non si conosce ancora un clan malavitoso con questo nome, ma anzi, quando si sente parlare di Bellavista subito il pensiero corre al film di Luciano De Crescenzo, dove egli era un professore di filosofia in pensione, Gennaro Bellavista, dalla proverbiale saggezza.

Selvaggia Lucarelli evidentemente non conosce quello che è uno dei film cult del cinema italiano ed ignora che quel nome è legato al personaggio acculturato e alla ricerca di quello che di bello e genuino offre la città di Napoli e per niente corrotto. Fanpage.it ripropone un pezzo del film, in cui, il camorrista interpretato da Nunzio Gallo estorce il pizzo ad un commerciante di articoli sacri, definendosi “uomo di coraggio” ed in cui Luciano De Crescenzo (alias Gennaro Bellavista) gli risponde così: “Voi siete napoletani ma ammazzate Napoli. […]. Ma tutto sommato, non è che fate una vita ‘e merda? Perché penso io, Gesù, sì, fate pure i miliardi, guadagnate, però vi ammazzate tra di voi, e poi anche quando non vi ammazzate tra di voi ci sono le vendette trasversali, vi ammazzano le mamme, le sorelle, i figli… Ma vi siete fatti bene i conti? Vi conviene?“.

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