Napoli, flash mob per ricordare le vittime dell’attentato di Parigi

Je suis Charlie

Anche la città di Napoli, come Roma, si mobilita per ricordare le vittime dell’attentato di Parigi in cui hanno perso la vita 12 persone. L’evento si terrà il giorno 12 gennaio dalle ore 17 alle ore 18,30 presso Largo Berlinguer, precisamente vicino la fermata della metropolitana “Toledo”. Numerose sono state le forme di sostegno da tutto il mondo nei confronti della Francia, in particolare da parte della Stampa mondiale, nonché italiana, la quale rivendica la libertà di espressione sancita dalla Costituzione all’articolo 19.

L’attacco terroristico ricevuto dalla Francia è un chiaro segnale ai sistemi democratici, troppo fragili ed impossibilitati ad affrontare una guerra asimmetrica – come si evince dal profilo Facebook di Sandro Ruotolo; è importante che questa forma di violenza venga si condannata, ma non per dare adito ad altre forme di violenza; è importante che la condanna sancita non divenga un modo per innescare ed ingaggiare altre guerre sanguinose, rischiando di trasformare i sistemi democratici in sistemi violenti nella cui natura prevalgano leggi ed idee restrittive, e che mettano a dura prova ogni forma di libertà, snaturando principi democratici quali la solidarietà, la libertà, l’uguaglianza e la tolleranza.

Il referendum proposto dall’europarlamentare e leader del Front National Marine Le Pen è un referendum rischioso: reintrodurre la pena di morte rischierebbe di darla vinta ai fondamentalisti i quali, attraverso le loro idee, hanno infettato e continuano ad infettare il mondo con azioni violente, brutali, disumane. È possibile, dunque, garantire un equilibrio mondiale solo attraverso la libertà e non dando adito a forme di censura o generalizzando su ciò che è accaduto come hanno fatto Le Pen e il segretario della Lega Nord Matteo Salvini i quali, anche questa volta, hanno trovato il pretesto per attaccare gli immigrati? Ma cosa c’entrano gli immigrati con i tre terroristi? È possibile che sia necessario spiegare loro che la matrice di tale attentato è l’ISIS, come riportato di recente sulla testata giornalistica “La Repubblica”? Oltretutto la stessa organizzazione fu finanziata, e lo è tutt’ora, dagli Stati Uniti d’America, nell’ambito di una strategia di controllo politico, economico e finanziario in Paesi come la Siria, l’Iran, l’Iraq; e questa strategia non sempre si è rivelata di successo, anzi molte volte problematica e nociva alle sorti di un equilibrio geo-politico mondiale. In una famosa dichiarazione, addirittura, l’ex segretario di Stato USA Hillary Clinton dichiarò: «È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq».

È importante che l’Italia e le nazioni di tutti il mondo esprimano solidarietà alla Francia e non solo per una questione di fratellanza; è importante che si difenda la libertà di stampa, nonché di espressione, affinché questi avvenimenti non accadano più e non abbiano alcun margine di inibizione nei confronti della stampa e, più in generale, nei confronti di ogni forma di espressione, sia essa denuncia, satira o quant’altro. Inutile negarlo, l’Italia vive comunque un momento di contraddizione nonostante sia in vigore l’articolo 19, ma ben sappiamo le forme di censura subita, in particolare, dalla realtà satirica sui canali della Rai, ricordata ieri sera da Marco Travaglio.

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