Video. Thuram difende Cannavaro dal razzismo: “Quel terrone è mio fratello…”

 

Buffon, Thuram, Cannavaro

Il calcio napoletano non è solo un mondo fatto di tifoserie, di maglie azzurre, di cori allo stadio ma è anche motivo di riflessione su tematiche spesso difficili da trattare, quali l’integrazione ed il razzismo.

Lilian Thuram, dopo aver giocato per anni in Italia e la cui carriera calcistica è stata “stroncata” nella squadra del Barcellona a soli 36 anni a causa di una malformazione cardiaca, si è impegnato attivamente per portare avanti la sua battaglia sociale per favorire, come accennato e riportato da Larepubblica.it, l’integrazione e cercare in qualche modo di arginare il razzismo, mettendo su una Fondazione che ha il suo nome e scrivendo successivamente anche un libro, intitolato “Per l’uguaglianza“, raccontando la sua esperienza in merito.

Nel video in calce, tratto dalle “Invasioni barbariche“, la conduttrice Daria Bignardi chiede a Thuram se sente ancora Ciro Ferrara. Il calciatore gli risponde che sente Fabio Cannavaro, che per lui è come un fratello, vittima anche lui di episodi di denigrazione: spesso e volentieri è stato infatti additato come terrone. Forse non tutti hanno preso atto che secondo la legge essere chiamati terrone è una sorta di reato. Le sue affermazioni inducono sicuramente alla riflessione su un aspetto del mondo del calcio e non solo da non sottovalutare: il razzismo.

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