No, non siamo a Napoli ma all’estero!

20minutes

Cosa vi viene in mente se si menziona la città di Napoli? Sicuramente il mare, il sole, la pizza, i vicoli caratteristici, la squadra di calcio degli azzurri che fa sognare milioni di tifosi, la cultura, la napoletanità, la spontaneità e l’ironia di un popolo martoriato da mille e più contraddizioni e problemi ma che lascia sempre il segno…

Purtroppo l’altro risvolto della medaglia non è confortante e non rimanda a “ricordi” piacevoli: Napoli, in qualche modo, viene associata a qualche situazione o problema spiacevole. Da sempre, uno dei problemi più rilevanti e difficili che attanaglia la bella Napoli è quello dell’emergenza rifiuti, che non si può certamente tener nascosta, negandone l’esistenza: non a caso la Campania è ormai nota ovunque come la Terra dei Fuochi… Le strade non solo di Napoli ma dei paesi vesuviani sono purtroppo gremite di rifiuti che intralciano il passaggio e che mettono a repentaglio la salute di tanti innocenti, dai bambini agli anziani. Per non parlare degli innumerevoli roghi tossici.

Foto spazzatura FranciaPurtroppo spesso e volentieri la percezione e l’idea che hanno gli stranieri all’estero (fin quando non mettono piede qui…) è del tutto deviata dai mass media e da stupidi ed inutili cliché. Cade a pennello l’articolo del 27 gennaio del giornale d’informazione francese 20 minutes che ha postato sulla sua pagina Facebook una foto che ritrae un cumulo di munnezza fuori ad un mercato francese, riportando il commento: “Non, ce n’est pas à Naples…”. Per quale motivo, quel cumulo di rifiuti prodotti dal popolo francese, viene subito associato, in maniera offensiva e pungente, a Napoli? Tutto il mondo è paese ed il problema dei rifiuti esiste qui ma anche altrove.

Ecco il breve testo in lingua originale in calce alla foto : “Les négociations ont débuté mardi 27 janvier entre le syndicat FO et des représentants de la communauté urbaine Marseille Provence Métropole (MPM) pour tenter de mettre un terme à la grève des éboueurs entamée le jeudi d’avant”. Si apprende che le negoziazioni, per cercare di far fronte al problema rifiuti, sono iniziate il 27 gennaio, con la collaborazione tra il sindacato FO ed i rappresentanti della comunità urbana MPM. Perché non focalizzarsi solo ed esclusivamente su questo aspetto? Ai posteri l’ardua sentenza…

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