Casoria, quando una strada sprofonda o si “trasforma in formaggio”

balconi scrostati

I recenti acquazzoni e grandinate hanno provocato ingenti danni alla città di Casoria. In particolare, fatto alquanto shoccante, per alcuni condomini si sono addirittura scrostati i tetti dei balconi, lasciando cadere calcinacci ovunque. Il muro caduto delle balconate ha lasciato intravedere anche i fili di ferro ormai arrugginiti e “fatiscenti” che li reggevano.

Questo è accaduto per i condomini della circumvallazione esterna casoriana, ma, secondo indiscrezioni, non sarebbero gli unici palazzi ad avere sofferto simili problemi. Non solo. La pioggia ha causato gravi problemi, come sempre, anche alla circolazione pedonale e automobilistica. Parecchi tombini sono saltati, le arterie, edificate alla meglio, sono sprofondate in molti tratti.

Per non parlare delle caditoie di certe strade del casoriano, sporche, o mal curate da diversi mesi. Un vero disastro se si aggiunge poi la scivolosità del manto stradale causato dalla sporcizia e mondezza che ancora si trova in talune zone. Alcuni abitanti hanno evitato persino di scendere da casa, e tanti tombini come già accaduto in passato, sono addirittura sprofondati in un terreno di per se argilloso e franoso. Un vero disastro se si pensa che la problematica delle strade e della “scarsa agibilità” delle case, sono fatti ormai noti e lamentati dalla popolazione locale già da diversi anni.

Ma come al solito in Casoria, quando una strada “sprofonda” o si “trasforma in formaggio”, così alcuni residenti hanno simpaticamente affermato per le vie palesemente piene di buche, si rattoppa tutto e si va vanti fino alla pioggia successiva. E’ una tematica spinosa e certo nessuna amministrazione, passata o recente, avrebbe pensato di spendere qualche soldino per rifare interamente il manto stradale o per provvedere alla sicurezza dei condomini pubblici. “Quello che si fa, si rattoppa e basta” come ha affermato irato qualche residente. E intanto la cittadina continua a cadere…. Fino a che l’incidente grave non riesca a sollevare un po’ di clamore!

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