Oggi nasceva Annalisa Durante, vittima innocente della camorra

Annalisa Durante

Oggi, 19 Febbraio, Annalisa Durante avrebbe compiuto 30 anni (nata il 19 febbraio 1990). Ma Annalisa non ha potuto festeggiarlo oggi, in compagnia dei suoi affetti, perché un maledetto 27 Marzo di undici anni fa qualcuno decise di toglierle la vita rendendola l’ennesima vittima innocente di un agguato di camorra. Non c’entrava nulla Annalisa con quel regolamento di conti, la sua sola colpa è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Viso angelico, bionda occhi verdi con un’immensa voglia di vivere e tanti, tantissimi sogni nel cassetto, che scriveva sul suo diario segreto.

“Vivo e sono contenta di vivere, anche se la mia vita non è quella che avrei desiderato. Ma so che una parte di me sarà immortale”. Ed è immortale Annalisa. Il suo ricordo, il suo sorriso, restano nei cuori di chi l’ha conosciuta.

Giovanni Durante, il padre della ragazza, in suo onore, ha fondato un’associazione culturale che consente lo scambio di libri a costo zero per promuovere la cultura, la legalità e debellare l’ignoranza. “A porte aperte”, questo il nome dell’associazione, nel corso degli anni è divenuta una vera e propria biblioteca comunale, con sede presso l’ex supercinema di Forcella. Un’associazione attraverso cui “la famiglia di Annalisa continua a donare speranza a tanti giovani della città”. 

In tanti si sono recati questa mattina, davanti l’ingresso del Duomo di Napoli, per donare un libro in ricordo della ragazza, che oggi, 19 febbraio, avrebbe compiuto 30 anni.

Un’idea nata dall’Associazione Studenti Napoletani contro la camorra.  Giulia Tesauro, membro del gruppo e fondatrice dell’idea, ritiene che “quei libri non siano solo pagine, e neanche soltanto un regalo di compleanno simbolico o un modo per onorare la memoria di una ragazza uccisa. Mi piace pensare che quei libri siano una sorta di restituzione, un ricambiare quel dono che i genitori di Annalisa hanno fatto e stanno facendo alla città di Napoli e a chi non smette di sperare”.

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