Nessun accordo per Edenlandia. La riapertura del parco potrebbe saltare!

edenlandia

Dopo una lunga attesa fatta di speranze, progetti e aspettative, potrebbe definitivamente saltare l’apertura di Edenlandia nonostante le continue pressioni di media, cittadini e istituzioni. I lavoratori sono esasperati e i cittadini sfiduciati, ma nonostante tutto la situazione sembra restare ancora in una situazione di stallo.  Una delegazione di “ex” dipendenti è stata ricevuta da due dirigenti in rappresentanza del Soprintendente Giorgio Cozzolino che, nonostante l’assenza, non ha voluto cedere, ribadendo le condizioni ritenute indispensabili dalla Soprintendenza per l’apertura del parco giochi.

Come raccontato da Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della radiazza, presenti al presidio, la rottura è vicina. La soprintendenza non cede, a causa del famoso vincolo posto sui due ingressi di epoca mussoliniana necessariamente da rimettere in sesto secondo i criteri fissati dalla legge. Dovranno essere altresì risanati anche tutti gli abusi edilizi accumulati nel corso degli anni. Un’impresa complessa, che richiede un lungo lavoro di risanamento. A complicare una situazione già complessa, l’obbligo da parte della “New Edenlandia” di chiedere uno speciale permesso per ogni gioco installato sull’intera aria.

Una ipotesi che per molti è una vera e propria azione atta di far saltare il tavolo e far naufragare la riapertura dell’Edenlandia– raccontano Simioli e Borrelli- Infatti dalla sua apertura nel 1965 e neanche dal 2001 (anno dei nuovi vincoli) ad oggi mai la Soprintendenza ha preteso di dover dare l’autorizzazione ad istallare i giochi. E’ chiaro che se procederanno in questa direzione dovranno assumersi le gravissime responsabilità di costringere la nuova compagine societaria ad andare via, di mandare a casa 55 lavoratori, di far naufragare la riapertura e la rinascita del parco, di allontanare investimenti per milioni di euro e l’indotto ad essi collegato per il quartiere di Fuorigrotta

Sembra quasi ridicolo che dopo 50 anni di totale disinteresse, oggi la burocrazia scelga di essere tanto presente al punto da mettere in pericolo la fattibilità dei lavori di riqualificazione. Si attendono le mosse per il prossimo incontro che, in caso di esito negativo, darà luogo ad una manifestazione dove i bambini, accompagnati dalle loro famiglie, chiederanno in prima persona la riapertura del sito.

Potrebbe anche interessarti