Terremoto in Campania: Martelli aveva già previsto tutto

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È passato poco di un anno da quel tragico 20 Maggio 20012 che in Emilia Romagna costò la vita a 27 persone. Sono passati 19 mesi da quel tragico giorno e l’Italia trema ancora, ma questa volta al Sud, proprio come annunciato da Alessandro Martelli direttore del centro di ricerche dell’Enea di Bologna.

Mentre la gente piangeva ancora le vittime emiliane, Martelli -ricercatore interpellato dal Tgr Leonardo- annunciò che dopo Ferrara a tremare sarebbe stato il sud Italia. Qualcuno aveva previsto il terremoto di ieri sera, insomma e aveva messo in allerta istituzioni e cittadini.

I ricercatori dell’Enea avevano annunciato già allora che nel meridione avrebbe potuto verificarsi un terremoto di intensità pari a 7,5 gradi di magnitudo con conseguenze tutt’altro che relative.

Martelli non aveva affatto nascosto la sua preoccupazione per le regioni del Sud ed in particolare per Campania, Sicilia e Calabria. A quanto pare per prevedere tali fenomeni esistono tre diversi algoritmi, due elaborati da esperti nazionali e uno da alcuni sismologi russi.

In base allo studio e all’analisi dei suddetti algoritmi, si era potuto constatare la possibilità di un forte evento sismico localizzato nelle regioni meridionali, in un arco di tempo compreso da pochi mesi e due anni.

Alessandro Martelli sottolineava già in quei mesi che previsioni del genere non potevano decretare in maniera esatta il sisma, ma avrebbero dovuto mettere in allerta la protezione civile e gli organi competenti rispetto allo stato di sicurezza di strutture importanti per organizzare la protezione civile e la popolazione.

La paura continua a crescere e si teme che qualcosa di catastrofico debba ancora avvenire.

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