Il cecchino campano: in Ucraina per 300 euro mensili

Cecchino italiano in Ucraina

Negli ultimi tempi, sono molti i giovani italiani che per sfuggire allo snervante sistema di “crisi economica” che attanaglia l’Italia, decidono di arruolarsi nell’esercito per sperare in una nuova e diversa prospettiva per il futuro, ma la storia di Antonio, l’italiano originario di Avellino, è diversa, e a raccontarla sono gli inviati del programma televisivo “Le Iene”.

Con un guadagno di 300 euro mensili, Antonio, formatosi tra Russia e Kazakistan e già precedentemente arruolato con la Libia di Gheddafi, oggi è al servizio dell’Ucraina, come cecchino, per combattere la guerra di secessione contro i russi.

Antonio, dichiara, che i genitori sono all’oscuro di tutto, e non immaginano minimamente che lui possa essersi arruolato con l’Ucraina, bensì credono che l’uomo si trovi in Russia. “Non sono un terrorista”. Il giovane cecchino, tiene subito a precisare questa cosa, spiegando che lui non taglia le teste alle persone, ma si batte per difenderle.

La popolazione civile, in quelle zone, non fa altro che scappare per salvarsi la vita continuamente in pericolo, e Antonio invece, di sua spontanea volontà, ogni giorno combatte una vera e propria guerra di trincea, per una nazione che neanche gli appartiene.

Un tempo si diceva che per arruolarsi serviva un forte amore per la patria, ma viste le origini avellinesi di Antonio, nessuno si spiega il motivo per cui lui abbia lasciato già da diversi mesi l’Irpinia per combattere la guerra di altri popoli, con uno stipendio mensile che non paga neanche in minima parte i rischi che ogni giorno lui stesso corre.

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