Dai rifiuti all’arte: a Napoli nasce il “laboratorio miniera”. Ecco di cosa si tratta

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In tempi di notevole crisi in ambito lavorativo, c’è sempre qualcuno che cerca di reinventarsi, senza lamentarsi, senza lasciarsi annientare interiormente dalla stanchezza, cercando nel proprio piccolo di trasformare le situazioni più diufficili in qualcosa di bello e costruttivo, non solo per sé stessi ma anche per gli altri. I napoletani, grazie alle loro innate doti creative, hanno sempre mille idee vincenti.

È  il caso di Salvatore, 40enne napoletano, che dal nulla, puntando soltanto dalla sua dote di falegname, ha messo su una nuova attività: un “laboratorio miniera”, ai Quartieri Spagnoli, dove insegna ai giovani l’arte della falegnameria e non solo. Prende rifiuti e li trasforma in opere d’arte, dando la possibilità a tutti di mettere a frutto il proprio estro creativo. Si dedica con dedizione, pur dovendo lavorare. Per Pasqua, ha intenzione di realizzare dei “cestini artistici” per gettare i rifiuti in strada, visto che quasi non ce ne sono. Questo è  il suo modo per dare speranza alla città di Napoli, infondendo ottimismo e sfruttando il talento di ogni napoletano. Salvatore crede fermamente in ciò che fa.

“Esiste una Napoli che anche nei momenti di crisi e dopo una vita difficile non si arrende. Salvatore Iodice ha aperto da un poco di tempo – raccontano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli  della radiazza che hanno realizzato una nuova rubrica radiofonica dal titolo”la Napoli che non si arrende” dedicata a tutti coloro che ogni giorno si impegnano per salvare la città dal baratro – una laboratorio che ha chiamato MINIERA nel cuore dei Quartieri Spagnoli dove realizza la sua attività di artigiano e falegname ma sopratutto raccoglie rifiuti a Napoli e li trasforma in opere d’arte. Il suo sogno è di trasformare l’intera zona in una strada di piccole botteghe e dare lavoro a tutti gli scugnizzi del quartiere. Intanto per Pasqua con lui regaleremo all’Asia dei raccoglitori di rifiuti artistici fatti interamente con materiali presi dalla spazzatura chiamati “bidoncini ricilarte”. Un esempio concreto di sostegno all’amministrazione e lotta concreta al degrado imperante”.

Salvatore è ottimista nonostante le difficoltà: “se ce l’ho fatta io ce la possono fare tutti. Ogni giorno cerco di trovare dei giovani a cui insegnare il mestiere di falegname per dargli una prospettiva lavorativa che non sia la strada e la delinquenza. Uso le stesse armi della camorra per combatterla: offro prospettive lavorative, un mestiere e un futuro ai giovani“. Uno di loro è Cristian, ha 20 anni e già lavora a pieno ritmo nel laboratorio.

Ecco alcune foto:

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