Sgarbi contro Saviano e Gomorra: “Vedono camorristi anche dove non ci sono”

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Il critico d’arte Vittorio Sgarbi in diretta sulla radiazza con Gianni Simioli e Francesco Emilio Borrelli ha commentato per l’ennesima volta in modo negativo Roberto Saviano e la serie Gomorra che è stata criticata anche dal cardinale Crescenzio Sepe.

Secondo Sgarbi, Saviano servendosi della camorra ha creato un modo tutto suo per avere visibilità e gettare fango su una Regione magnifica che non deve essere conosciuta solo per il suo lato negativo ma anche per lo splendore culturale, paesaggistico ed artistico che riesce ad offrire: “Vede nel territorio napoletano solo il negativo e poi lo utilizza per lucrarci sopra. La serie Gomorra oramai produce solo danni su questi territori. Sono alla frenetica ricerca di ogni episodio negativo criminale per promuoverlo in tutto il mondo. Vedono camorristi anche dove non ci sono.”

Sgarbi ha tante perplessità anche sull’appello di Saviano lanciato per le primarie del Pd in Campania: “Lui si è battuto per non far andare i cittadini a votare. Proprio una bella idea di democrazia. Se voleva proporre delle alternative poteva candidare qualcuno o se stesso invece ha preferito pontificare da lontano. Non è certo in questo modo che si cambiano le cose, questo comportamento serve solo a uscire sui giornali”.

Il critico d’arte, inoltre, ha molto apprezzato il libro “Arromog”, scritto dal napoletano Ciro Perna, in cui si smonta e si confuta ciò che Roberto saviano ha scritto in “Gomorra”. Insomma Sgarbi continua a confermare senza ripensamenti l’idea che ha di Saviano che ritiene ormai banale, autoritario ed antidemocratico.

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