“Fabbricavano soldi falsi meglio di Napoletani”. Sputtanapoli continua!

busto arsizio

Napoli immondizia, soldi falsi e criminalità. Tripletta perfetta da sempre usata (e abusata) da Tv, giornali e sostenitori acerrimi del buon vecchio “sputtanapoli”. La calunnia è un venticello, Un’auretta assai gentile, Che insensibile sottile, Leggermente dolcemente, Incomincia a sussurrar dice Rossini nel suo Barbiere Di Siviglia, e proprio come un venticello l’idea che a Napoli ci sia posto solo per illiceità, malcostume e degrado si è fatta strada tra la gente, radicandosi nell’immaginario di tutti, perfino dei napoletani stessi, trasformandosi così in “dato di fatto”, consuetudine, stereotipo.

E come da consuetudine c’è chi, forse per furbizia forse per stupidità, continua a rinforzare un simile pensiero raccontando fatti che con Napoli, hanno ben poco a che fare. È il caso del giornale varesenews.it che, per raccontare una storia varesina fatta di tossicodipendenti, balordi e falsari intitola l’articolo ““Fabbricavano” soldi meglio dei napoletani, 19 arresti” come se a Napoli fabbricare soldi falsi fosse un lavoro! Eppure sembra doveroso ricordare a chi gode nel cercare il titolo sensazionale, capace di fare notizia, che la nostra città non compare tra le cinque capitali del falso nonostante, con tanto di ironia, siamo stati definiti dal giornale in questione “leader” del settore! Con sommo rammarico, amici varesini, ci troviamo costretti a lasciarvi il posto..

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