Dai ricercatori della Federico II arriva la cura per la schizofrenia

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Buone notizie ed ottime speranze per chi soffre di schizofrenia. Un team di ricercatori napoletani del Ceinge ha, infatti, scoperto un «complesso percorso molecolare» che potrebbe essere implicato nella manifestazione di alterazioni comportamentali di tale patologia.

Come riportato da Il Corriere del Mezzogiorno,  lo studio è stato condotto con l’ausilio del centro di Ricerca in Neuroscienze e sistemi cognitivi di Rovereto, l’Università di Bari e le Facoltà di Medicina dell’Università Federico II di Napoli e della Seconda Università di Napoli.

Ci sarebbe un aminoacido, il D-Aspartato per l’esattezza, capace di modulare alcuni processi biochimici implicati nel “comportamento” di alcuni neuroni coinvolti nella schizofrenia.

«Si tratta di una serie di nuove scoperte potenzialmente di grande importanza per la terapia farmacologica – dichiara Francesco Errico, ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università “Federico II” di Napoli perché a distanza di più di sessant’anni dall’introduzione in terapia del primo farmaco antipsicotico e nonostante nel tempo numerosi nuovi composti siano stati utilizzati nel trattamento di questa patologia, persiste ancora una sostanziale mancanza di farmaci innovativi in particolare per alcuni dei sintomi più gravi della schizofrenia come l’appiattimento affettivo, l’apatia e i deficit cognitivi e l’esigenza di nuovi approcci farmacologici è tanto più rilevante se si pensa che circa il 30% dei pazienti affetti da schizofrenia non risponde ai comuni trattamenti».

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