23 anni fa ci lasciava Giovanni Falcone: “La Mafia non è affatto invincibile”

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Sono passati 23 anni da quel 23 maggio 1992, giorno in cui, nei pressi dello svincolo per Capaci, a Palermo, il giudice antimafia Giovanni Falcone perse la vita. Nell’attentato morirono anche la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

500 kg di tritolo fecero saltare in aria l’auto in cui viaggiava il magistrato,  provocando una delle stragi più sconvolgenti ed indimenticabili della storia del nostro Paese.

Giovanni Falcone rappresenta sicuramente uno dei maggiori esponenti della lotta alla mafia, non solo a livello nazionale. Il suo nome è legato soprattutto al maxi processo contro Cosa Nostra, ma il suo operato nella lotta contro la criminalità organizzata fu davvero notevole.

“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”, sosteneva Falcone.

Ed in questa giornata, proprio in memoria del grande ed integerrimo magistrato, oltre 40mila studenti scenderanno in piazza per la manifestazione “Palermo chiama Italia”, organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, in collaborazione con la Direzione Generale per lo Studente del Ministero dell’Istruzione.

“Le piazze unite in un solo coro per la legalità sono un segnale importante – ha sottolineato il ministro dell’Istruzione Stefania Gianninisono la fotografia di un Paese che dice con chiarezza da che parte vuole stare e di una scuola che sa di avere un ruolo chiave nell’educazione alla legalità e lo esercita con passione e grande impegno. Un impegno di cui ringrazio profondamente i nostri insegnanti”.

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