Legge sugli ecoreati: sarà quasi impossibile punire i responsabili

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Il Senato ha approvato la legge contro gli ecoreati della Terra dei Fuochi. Nel testo della legge c’è scritto che chi compromette o deteriora il suolo, le acque, l’aria, l’ecosistema, la biodiversità, la flora e la fauna selvatica, verrà punito con la reclusione da due a sei anni e con una multa da 10mila euro.

Ma quello che non è stato detto è che questo terribile reato è legato al caso di “abusività”, cioè perseguibile solo in cui tale disastro non sia a norma di legge. Affinché chi inquini sia punito, sarà necessario dimostrare la irreversibilità del danno, l’estensione ed il numero delle persone coinvolte, nonché la correlazione tra decessi, malattie o offese e gli eventi inquinanti. Inoltre se i delitti contro l’ambiente sono di natura colposa, verrà concesso uno sconto di pena agli inquinatori.

A tal proposito il generale Sergio Costa, comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, ed in primo piano nella guerra contro chi avvelena la Terra dei Fuochi, si è espresso sulla legge al Corriere del Mezzogiorno. “Complessivamente è un importante strumento in più. Ma sbaglia chi pensa che risolva di colpo tutti i problemi“.

Per arrestare chi interra un fusto dovrà “prima stabilire che il danno sia significativo, magari in base a ciò che quel fusto contiene. – dichiara il generale Costa – Poi dovrei misurare il danno, accertando quanto quel fusto abbia contribuito ad avvelenare un sito magari già inquinato. Diciamo che si tratta di un’operazione molto complicata, ai limiti dell’impossibile. Il tutto senza tralasciare la circostanza che gli imputati potranno contare su consulenti scientifici molto accorsati. Alla fine, però, sarà il libero convincimento del giudice a fare giurisprudenza. E, dunque, la capacità dell’investigatore nell’esporre la situazione.

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