Università L’Orientale offre corsi e laurea gratuiti per i migranti

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Napoli – Con tutta la sterile polemica che ruota intorno ai migranti, che da mesi raggiungono le nostre coste per fuggire alla fame e alle guerre, molti stanno dimenticando un particolare fondamentale: queste persone una volta avevano i loro sogni, le loro aspirazioni, desideri che sicuramente non comprendevano pulire le strade di altri paesi o raccogliere pomodori nei campi. Mentre in tutta Italia e nel resto d’Europa qualcuno considera questi rifugiati solo un problema da eliminare, qualcuno, a Napoli, spera ancora che queste persone possano trovare una realizzazione e una dignità personale.

Questo ha spinto, secondo quanto riportato da Il Mattino, l’Università “L’Orientale” di Napoli ad aprire ai migranti con corsi ad hoc per insegnare i fondamenti della nostra lingua e di conversazioni ordinarie. Un’idea che sta attirando molti rifugiati con la speranza di orientarsi meglio nel nostro paese, come annuncia orgogliosa la professoressa Anna de Meo, presidente del Cicla: “L’iniziativa pilota, senza precedenti in Italia, sta suscitando grande entusiasmo”. Il progetto è gestito dalla onlus Less e il corso iniziale è stato seguito da oltre 90 persone.

Un progetto che potrebbe andare ben oltre visto che molti rifugiati, diplomati nel loro paese, hanno espresso già la volontà di voler intraprendere una carriera universitaria all’interno dell’ateneo partenopeo. Una possibilità che ha già ricevuto l’approvazione e il sostegno della rettrice Elda Morlicchio, che consiglia: “All’inizio si può frequentare un corso o due, solo per acquisire una specializzazione e trovare lavoro con più facilità”. “L’Orientale” va anche incontro a quelli, fra i migranti, che vorrebbero continuare il proprio viaggio verso Nord, introducendoli ai corsi di Tedesco della facoltà di Lingue.

Insomma, in barba ai razzisti che li chiamano delinquenti, ladri e spacciatori, i migranti de L’Orientale hanno urlato al mondo di essere ancora delle persone, di voler costruire ancora il proprio futuro e il proprio posto nella società, volontà che tanti giovani ed agiati italiani stanno, invece, perdendo.

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