Sanremo 2020: ricercatrici dello Spallanzani declinano l’invito. Prima l’emergenza

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SANREMO 2020 – Il festival dell’inclusione. Questo lo slogan pronunciato da Amadeus più volte ieri sera. Dalla scelta delle donne (non un passo indietro ma accanto), a quella degli ospiti. La 70esima edizione del Festival ha un’occhio attento alle tematiche sociali.

Se nella prima puntata abbiamo visto l’esibizione di Jessica Notaro con una canzone contro il maltrattamento sulle donne, stasera sul palco dell’Ariston ci sarà Paolo Palumbo, un 22enne affetto da Sla. Canterà la sua storia con la canzone “Io sono Paolo” direttamente dalla sua carrozzella grazie a un riproduttore vocale fornito di un sensore ottico.

Ma la Rai al Festival di Sanremo avrebbe voluto anche le ricercatrici dello Spallanzani. Le tre dottoresse meridionali che per prime in Europa hanno isolato il coronavirus. Un invito ufficiale è stato mandato a Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita e Concetta Castilletti attraverso il ministero della Salute. Ma come fa sapere ‘La repubblica’, lo stesso ministero ha declinato l’invito con una motivazione ovvia: “in questa fase delicata e di evoluzione della situazione sarebbe stato complicato poter far partecipare le tre ricercatrici al Festival”. La ricerca infatti deve andare avanti e ogni minuto è prezioso per cercare di trovare un vaccino.

Il direttore generale dell’Ospedale Spallanzani, Marta Branca, ha spiegato i motivi del no all’invito delle ricercatrici a Sanremo:

“Mi rammarico di non avere potuto accettare il lusinghiero invito alla partecipazione del personale di ricerca dell’Istituto da me diretto a partecipare al Festival di Sanremo. Ma come certo comprenderà, visti i tempi stretti e la situazione di emergenza sanitaria in cui ci troviamo non è stato purtroppo possibile organizzare la partecipazione delle nostre ricercatrici. Porgo comunque anche a nome della dottoressa Capobianchi e del suo team i più sentiti ringraziamenti per la vostra attenzione”.

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