Coronavirus, in Italia i casi salgono a 2703. Il 3,47% muore, 276 i guariti

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Salgono a 2703 i casi in Italia di persone che hanno contratto il coronavirus. Ad aggiornare i numeri ci pensa come sempre Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa. Un bollettino che ha spinto il governo a pensare a una bozza di misure restrittive per limitare i casi di contagio.

Queste le parole del Commissario sull’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli:

“Sono 116 i guariti di oggi per un numero complessivo di 276. I deceduti di oggi sono 28, 17 in Lombardia, 5 in Emilia Romagna, 2 nelle Marche, tre in Veneto e uno in Puglia. 2703 i positivi, 1064 in isolamento domiciliare, 1344 sono ricoverati con sintomi e 295 in terapia intensiva. I 17 deceduti in Lombardia sono 9 con meno di 80 anni e 8 con più di 80 anni.

Il dato complessivo per regioni dei casi di coronavirus in Italia:

1497 in Lombardia (55% del totale), 516 in Emilia (19%), Veneto 345 (12%), il resto distribuito tra le altre Regioni. Sono 2160 gli uomini impegnati ogni giorno, tra cui anche i colleghi della Protezione Civile con oltre 345 unità per attività di coordinamento, 656 funzionari del personale delle forze armate e 946 sono i volontari. E’ cresciuto il numero di tende 355 per il triage, le Regioni stanno potenziando l’offerta di posti per il ricovero per la terapia intensiva. Ancora non abbiamo attivato le operazioni di emergenza attivate quando in una Regione non ci sono più posti disponibili e bisogna far affidamento su altre Regioni. Sulle percentuali le farei rispetto al totale dei malati, i deceduti sono il 3,47% come l’8,94% è quello di persone guarite. Il potenziamento delle strutture sta avvenendo attraverso un piano del Ministero della Salute”.

Sulla zona rossa se sarà allargata:

“Non ho aggiornamenti sulla decisione”.

I cani si possono ammalare?

“Chiederemo agli esperti domani, si parla di due presunti casi. Non abbiamo parlato del contagio di animali”.

Sulle scuole chiuse.

“Sono in attesa delle decisioni del governo che sono quelle più appropriate. Ci sono regole di prudenza e cautela che abbiamo adottato fin dal primo giorno e proporzionate alla situazione. Dobbiamo abituarci ad avere nuove misure, gli esperti a fine settimana ci hanno detto che per vedere gli effetti della chiusura delle zone rosse dovevamo aspettare 14 giorni”.

Sugli anziani fuori alla zona rossa.

“In questa situazione dove la trasmissione del virus avviene facilmente è consigliabile per le persone più fragili di contenere al massimo le uscite e le occasioni di contatto con persone sintomatiche. Contatti anche tramite strette di mano e baci. Sono cautele che dobbiamo adottare per evitare il contagio. Non so qual è il periodo che ci si prospetta davanti ma dobbiamo vedere gli effetti in base ai dati di fine settimana. Per ora i dati non consentono agli scienziati di fare valutazioni realistiche”.

 

 

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