Morte Samuele, troppi video sul web: la gente ha perso il rispetto del dolore altrui

samuele napoliIl dolore dilaniante di una mamma che vede il proprio bambino andare via per sempre, un dolore che nessun genitore vorrebbe mai provare. Uno squarcio nel petto, come se ti strappassero via il cuore, è questo quello che avrà provato la mamma di Samuele, il bimbo morto a Napoli dopo essere caduto dal balcone di casa.

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Una tragedia immane per la quale gli inquirenti stanno ancora cercando di capire la cause, interrogando per ora l’unico indiziato – il domestico della casa. In queste ore però a fare scalpore, oltre alla notizia in sé, è la mancanza di tatto e il non rispetto delle persone verso il dolore di una mamma, di una famiglia e di tutti quelli che avevano a cuore il piccolo Samuele.

Prima è iniziato a circolare sui social il video del bambino mentre era intento a girare un video su TikTok in cui pare dica “Mo ti butto giù”, poi oggi la denuncia di un altro video girato su alcune chat in cui si vedono i primi istanti dopo l’incidente. La mamma sul marciapiede in lacrime e stringe a sé il corpo del suo bambino.

La stessa madre aveva chiesto disperatamente di non diffondere più video e foto del suo bambino, di rispettare il dolore della famiglia ma, a quanto pare l’appello non è stato ascoltato.

La voglia di diventare virali con il dolore altrui, la voglia di prendere in mano un telefono e filmare gli attimi drammatici di una scena è più forte del silenzio e del rispetto che si dovrebbe prestare in questi casi. Questa prassi la si potrebbe definire “la cultura del dolore“, il voler per forza mostrare gli attimi precedenti e successivi a qualsiasi dramma, solo per fare scalpore e poterne parlare sulle chat o nelle tv e sui giornali. Quella cultura che non ha il rispetto del prossimo ma che anzi, vuole lucrare sul dolore delle persone.

Internet e i social hanno reso il mondo migliore – sotto molti aspetti – ma purtroppo, c’è sempre la mela marcia in ogni ambiente. E questo è il caso delle piattaforme social, posti in cui non ci sono barriere né regole, tutto è concesso, anche veder piangere una mamma che dice addio al suo bimbo.

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