I Bossi a processo per truffa allo Stato. Il Trota: “Ora zappo la terra”

Umberto e Renzo Bossi

Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, e il figlio Renzo, detto dal padre stesso “Trota”, hanno preso parte all’udienza preliminare che li vede imputati per truffa aggravata nei confronti dello Stato e di appropriazione indebita; degli stessi reati e devono rispondere Franco Belsito, ex tesoriere della Lega, e altre cinque persone. L’importo della truffa, secondo la Procura, è uguale a 40 milioni di Euro, la somma che il partito del Nord ha ricevuto come rimborsi elettorali in riferimento agli anni 2008 e 2009 e spesi a titolo personale, come per comprare la laurea del Trota in Albania, costata 77mila conseguita dopo un solo anno di studio senza mai mettere piede in Albania. Ma non finiscono qui le spese di Renzo Bossi, il quale a 21 anni divenne consigliere regionale in Lombardia, il più giovane mai eletto in regione, perché con i soldi del partito ha pagato anche migliaia di euro di multe per eccesso di velocità, la sua Audi A6 e la relativa assicurazione, oltre alla benzina e tante altre spese. In seguito allo scandalo si dimise, percependo 40mila Euro di indennità per il suo incarico in consiglio.

Nel procedimento è coinvolto anche Riccardo, il primo figlio di Umbeto Bossi, il quale con i soldi in origine pubblici ci pagava le multe, il mantenimento alla moglie da cui si era separato, l’abbonamento di Sky e le bollette, il veterinario, debiti, auto (una BMW X5 e una Mercedes) e altre spese. L’allora tesoriere Belsito, invece, ha pagato con quei soldi multe, abiti, conti al ristorante e agli hotel, viaggi, fiori, cartelle del fisco, parcheggi oltre ad armi e munizioni e spese varie. Insomma, questi individui sui nelle piazze e in Televisione gridano contro la disonestà e attaccano il Sud, e poi fanno i propri comodi con soldi che lo Stato ha dato alla Lega Nord e che dovevano essere usati per le attività di partito.

Uscendo dal Palazzo di Giustizia, Renzo ha dichiarato che adesso si trova bene perché si occupa di qualcosa molto migliore della politica, cioè l’agricoltura: in questo senso, ha seguito alla lettera il consiglio che tanti gli hanno dato e più volte. Il lavoro che, a mio avviso, è il più utile e nobile di tutti, cui gente così non si dovrebbe neanche avvicinare: per loro esiste, appunto, la politica.

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