Gaza, governo Meloni denunciato alla Corte Penale Internazionale per complicità nel genocidio

Giorgia Meloni e Benjamin Netanyahu


Il Gruppo Avvocati per la Palestina (GAP) ha presentato due azioni legali alla Corte Penale Internazionale contro il governo italiano e Leonardo Spa, accusandoli di complicità nei crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele. Nel mirino ci sono la premier Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quello della Difesa Guido Crosetto e l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani.

Le accuse riguardano la cooperazione militare con Tel Aviv, la fornitura di armi e la mancata protezione della Global Sumud Flotilla, la nave civile sequestrata da Israele mentre trasportava aiuti umanitari verso Gaza. Secondo i legali, si tratterebbe di un atto “assimilabile alla pirateria”.

Complicità e cooperazione militare nell’accusa

La denuncia sostiene che Israele non avrebbe potuto proseguire le operazioni militari senza l’appoggio di governi stranieri, tra cui quello italiano, che avrebbe fornito armamenti e supporto logistico. “Sosteniamo che vi sia una presumibile complicità del governo italiano nei crimini israeliani menzionati”, scrive il GAP, sottolineando la responsabilità diretta dei vertici istituzionali e di Leonardo Spa, “principale azienda di produzione di armamenti italiana”.

Il documento evidenzia che le violazioni sarebbero avvenute “nel più evidente dispregio delle norme interne e internazionali” e che i rappresentanti del governo non potrebbero invocare immunità di carica o funzione.

I numeri del commercio bellico

Nonostante le smentite ufficiali, le esportazioni di armi italiane verso Israele non si sarebbero mai interrotte. Dati resi pubblici da parlamentari e attivisti parlano di almeno 212 operazioni autorizzate fino all’aprile 2024, per un valore complessivo di 4,3 milioni di euro. Le forniture comprenderebbero cannoni utilizzati per i bombardamenti su Gaza, ricambi per i velivoli M-346 e componenti della bomba GBU-39, indicata dai legali come “strumento del genocidio”.

Un’azione sostenuta da centinaia di firme

La denuncia del GAP, già trasmessa al procuratore della Corte Penale Internazionale, è stata firmata da numerosi avvocati, docenti universitari, deputati e personalità pubbliche, tra cui Stefania Ascari, Pino Arlacchi, Luigi de Magistris e Domenico Gallo. Migliaia di cittadini hanno inoltre sottoscritto simbolicamente l’iniziativa, a sostegno della richiesta di indagare sulla presunta complicità dell’Italia nel conflitto di Gaza.

L’azione legale del GAP apre un nuovo fronte politico e giudiziario: sul banco degli imputati finiscono non solo la cooperazione militare italiana con Israele, ma anche la responsabilità etica di uno Stato accusato di non aver interrotto i legami economici e bellici con un paese sotto inchiesta per crimini di guerra.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI