Chi è Davide D’Errico, giovane consigliere regionale: il nonno ucciso dalla camorra e la rinascita del Rione Sanità

Davide D'Errico


Davide D’Errico, classe 1991, è tra i volti più giovani e discussi del nuovo Consiglio Regionale della Campania. Imprenditore sociale e attivista impegnato nel contrasto alla criminalità, ha costruito negli ultimi anni un percorso fatto di legalità, rigenerazione urbana e politiche inclusive. Il suo nome è legato a progetti divenuti simbolo nazionale, come il Vicolo della Cultura nel Rione Sanità, realizzato in un bene confiscato alla camorra, e Puteoli Sacra, il primo sito culturale italiano affidato alla gestione di ragazzi usciti dal carcere minorile. In entrambi i casi, D’Errico ha dato prova di saper trasformare luoghi difficili in spazi di rinascita, cultura e lavoro.

Chi è Davide D’Errico: il profilo del nuovo consigliere regionale

Alla base del suo impegno c’è una storia familiare dolorosa: suo nonno, Lucio D’Errico, fu ucciso nel 1993 per essersi rifiutato di pagare il pizzo. Davide non lo ha mai conosciuto, ma quel racconto – appreso dai giornali e dalle memorie dei familiari – ha segnato profondamente la sua vita e la sua idea di giustizia. L’ingresso nelle istituzioni è anche un modo per restituire dignità a quella ferita, trasformandola in azione collettiva.

Durante la campagna elettorale, D’Errico ha proposto un Manifesto costruito con giovani attivisti e cittadini. Si tratta di un documento aperto, volutamente non definitivo, con la prima pagina lasciata bianca per raccogliere idee, bisogni e contributi da parte di chiunque voglia partecipare. L’obiettivo dichiarato è quello di spalancare le porte della Regione alle nuove generazioni, restituendo loro voce e responsabilità.

Il Manifesto dei giovani attivisti: una politica con le porte aperte alle nuove generazioni

Al centro del suo progetto politico c’è una forte cultura della legalità. D’Errico immagina una Campania che si schieri senza esitazioni contro la camorra, chiedendo che la Regione si costituisca parte civile in tutti i processi per reati di mafia e per le vittime innocenti. Propone inoltre un piano decennale per recuperare e rilanciare ogni bene confiscato, grazie anche al supporto della Banca Europea degli Investimenti, e un programma dedicato ai comuni sciolti per infiltrazioni, con interventi mirati a ricostruire fiducia, servizi e comunità.

Giovani e lavoro

Il suo programma guarda anche ai giovani e al mondo del lavoro. D’Errico ritiene fondamentale alleggerire il peso fiscale delle famiglie e immagina l’azzeramento dell’IRPEF regionale per i lavoratori con figli nei primi tre anni. Per chi sta costruendo il proprio futuro professionale, propone un sostegno economico di 1200 euro ai giovani impegnati in tirocini abilitanti, affinché non siano costretti a rinunciare a opportunità importanti per ragioni economiche. Vuole inoltre incentivare la nascita di nuove startup attraverso un programma chiamato “Resto in Campania”, dedicato agli under 35 con progetti innovativi. Per facilitare l’autonomia dei più giovani, immagina un “prestito di cittadinanza”, cioè una garanzia regionale che aiuti nell’accesso ai mutui per l’acquisto della prima casa.

Ambiente, comunità energetiche e rifiuti: la Campania che immagina

Un’altra area centrale del suo impegno riguarda l’ambiente, con un piano che punta sulle comunità energetiche, sulla riforestazione, sul verde urbano e sul miglioramento del ciclo dei rifiuti. Ma una parte particolarmente intensa del suo programma è dedicata alle famiglie colpite da malattie degenerative. La proposta nasce dalla storia personale di suo padre, che sta affrontando una grave patologia. Da questa esperienza, D’Errico ha sviluppato l’idea di una legge regionale basata su un registro delle malattie degenerative, un reddito di cura, forme di flessibilità lavorativa e un supporto psicologico garantito.

Infine, un capitolo importante riguarda le persone con disabilità. D’Errico chiede di accelerare l’attuazione della Legge 227/2021, che sancisce il diritto al progetto di vita individuale. Per farlo propone un piano operativo triennale, un fondo dedicato, un sistema di supporto per le famiglie e una rete territoriale che monitori in modo trasparente l’applicazione delle misure.

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