Tra gossip, cronaca ed ex feudi: ecco gli esclusi eccellenti dal Consiglio Regionale
Nov 25, 2025 - Redazione Vesuviolive
Daniela Di Maggio - Armando Cesaro - Maria Rosaria Boccia
La lista degli esclusi eccellenti dal Consiglio Regionale della Campania è piuttosto lunga. Vi sono ricompresi politici di lungo corso, con una storia o comunque una base importante sul territorio, così come delle meteore che hanno cercato un posto nelle istituzioni potendo contare soltanto su una notorietà derivante da altre faccende comprese tra cronaca e gossip.
Gli esclusi eccellenti dal Consiglio Regionale
In quest’ultimo senso, a rilevare sono le esclusioni di Daniela Di Maggio – la madre del povero Giogiò Cutolo – che si era candidata con Lega. Per lei 964 voti, relativamente un buon bottino, visto che stiamo parlando di una candidata non connessa al territorio e senza un programma degno di questo nome. Out anche Maria Rosaria Boccia, nota per il sex affair con Sangiuliano, il quale invece sarà consigliare regionale.
Esclusione eccellente quella di Armando Cesaro, ex Forza Italia ed oggi con Casa Riformista, al quale non è bastato il suo storico e consolidato bacino di elettori. Nonostante le ben 14.966 preferenze non è riuscito a farsi eleggere, con l’unico seggio preso da Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano, con 19.230 voti. Fuori Severino Nappi, della Lega, ormai ex capogruppo al Consiglio Regionale.
Fuori anche Valeria Ciarambino, Luigi Gallo, Peppe Sommese e Pasquale Di Fenza. Quest’ultimo ha raccolto 1.208 preferenze, meno delle 2.000 di cinque anni fa: questo l’effetto Rita De Crescenzo.
Tornata non semplice per alcuni “figli di”
Delusione anche per Rossella Casillo, figlia di Tommaso, prima dei non eletti nella lista di De Luca (16.018 voti raccolti): per lei la stessa sorte che toccò al padre nel 2020, quando non gli bastarono 12.000 preferenze. Vittoria Lettieri, consigliere uscente e figlia di Raffaele, ex sindaco di Acerra, out con 14.323 voti. Altri consiglieri non confermati sono Carmine Mocerino e Diego Venanzoni.
Non ce la fanno Enza Amato del PD, presidente del Consiglio Comunale di Napoli, prima dei non eletti con 14.438 preferenze, così come Antonio Marciano, ex consigliere regionale (9.200 voti).
Non riesce ad entrare il Consiglio neppure Giuliano Granato, candidato presidente di Campania Popolare, che non ha superato la soglia di sbarramento del 2,5%: la lista ha totalizzato nella circoscrizione partenopea 25.438 preferenze (lui, personalmente, 7.354).
