“Oggi come sono stati i bombardamenti?”, come se fossero maccheroni: l’assurda domanda di Tajani

Tajani e l'assurda telefonata sui bombardamenti


Bombe come se fossero maccheroni con il sugo. Un video pensato per comunicare una decisione istituzionale si è trasformato in un boomerang. Antonio Tajani ha pubblicato sui propri canali social la registrazione della sua telefonata con l’ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, per annunciare il trasferimento della sede diplomatica da Teheran a Baku, in Azerbaigian. Il risultato non è stato quello sperato: nei commenti, migliaia di utenti si sono concentrati su una sola frase del ministro degli Esteri — «Oggi come sono stati i bombardamenti?» — trasformandola in oggetto di ironia diffusa.

Il post ufficiale di Forza Italia annunciava che un gruppo di circa cinquanta connazionali, guidati dall’ambasciatrice, aveva attraversato il confine con l’Azerbaigian, e che l’ambasciata avrebbe continuato a operare da Baku pur mantenendo aperte le relazioni diplomatiche con Teheran. Un comunicato istituzionale che, da solo, avrebbe assolto pienamente il suo compito informativo.

Il video della telefonata e la frase incriminata

Tajani ha però scelto di pubblicare anche il video della conversazione con Amadei. Nell’audio si sente l’ambasciatrice aggiornare il ministro sulla situazione: «Siamo tutte e cinque le macchine, le ultime rimaste. Tutte e cinque in territorio azero». Tajani annuisce, poi interviene con una rassicurazione: «Il problema era uscire da là». Fin qui, nulla di problematico.

È la domanda successiva ad aver innescato la reazione del web: «Oggi come sono stati i bombardamenti?». Probabilmente era proprio questa la domanda “preparata” come fulcro centrale della telefonata da pubblicare poi sui social. Posta in maniera e con un tono assolutamente inopportuni, come in decenni di carriera ci ha abituati un Tajani che non ha mai dato l’impressione di essere particolarmente brillante d’eloquio.

La risposta dell’ambasciatrice e la contraddizione sul post

Amadei ha risposto con la compostezza che ci si aspetta da una diplomatica di lungo corso — oltre trent’anni di carriera, già ambasciatrice in Oman e in Bahrein, nominata in Iran nel 2024. «Oggi si sono sentiti, ma consideri una cosa: noi siamo partiti ieri notte alle 22.45 e non ci siamo mai fermati. Non abbiamo mai dormito. A Teheran continuano i bombardamenti».

A chiudere la telefonata è stata una precisazione di Tajani, probabilmente pensando già alla comunicazione social: «Rimaniamo a Baku, diciamo che l’ambasciata di fatto si trasferisce a Baku, non è che chiudiamo l’ambasciata». Una distinzione che stride con il post pubblicato contestualmente, nel quale si leggeva senza ambiguità: «Abbiamo chiuso l’Ambasciata d’Italia a Teheran». Amadei ha confermato: «Sì sì, assolutamente, ricollocati a Baku».


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