Napoli e i suoi modi di dire: Abbaccarse

Politici che si "abbaccano"

Napoli non è semplicemente una città; questa parola non riuscirà mai a contenere tutto ciò che è e che rappresenta uno dei capoluoghi più importanti dell’Italia. Essere napoletano non è semplicemente un  termine che indica l’appartenenza al luogo. Abitante risulta essere sicuramente un sostantivo riduttivo. Essere napoletano è un modo di essere, di fare, di pensare.

Sicuramente i termini e i modi di dire di uno dei dialetti più noti al mondo possono rappresentare uno specchio dell’essere napoletano. Per questa ragione Vesuviolive.it ha deciso di dedicare una rubrica a tutte le parole che non hanno un immediato riscontro nella lingua italiana. Inoltre saranno analizzati  i significati di alcuni proverbi che accompagnano la quotidianità della maggior parte degli abitanti di Napoli.

Oggi ci occupiamo della parola “Abbaccarse” (pronuncia : abbaccars). Una traduzione più vicina al significato originale potrebbe essere “accordarsi”. In realtà il lemma napoletano implica qualcosa di più complesso. Infatti il termine si usa quando due o più persone, in un momento precedente a quando si sta parlando, si sono accordate su qualcosa, all’insaputa di un terzo. L’accezione è ovviamente negativa.

Es:

“Gennaro se abbaccato cu Pasquale senza ca Nicola ne sapesse niente”

Traduzione:

“Gennaro si è accordato con Pasquale all’insaputa di Nicola”

In questo caso Gennaro e Pasquale saranno complici di qualcosa ai danni di Nicola. Per questa ragione accordarsi non completa la totalità del termine “abbaccarse”, perché in italiano un accordo può essere di qualsiasi natura. Invece nel dialetto napoletano, per quanto riguarda questo termine, si tratta sempre di  qualcosa di poco lecito, dal piccolo imbroglio alla truffa vera e propria.

Il termine però ha altre accezioni. Indica spesso, se si utilizza il verbo “stare” in sostituzione di “essere”, una persona che ha un rapporto stretto con qualcuno di importante, che gli concede protezione, favori, ed altri utili.

Es:

“Gennaro nun pago maje e bigliette pecchè sta abbaccate co proprietario do cinema”

Traduzione:

“Gennaro non paga mai i biglietti perché se la intende (in senso di amicizia) con il proprietario del cinema.”

In parole povere questo fantomatico Gennaro può essere un vecchio amico, un parente, o altro ancora, e riesce ad ottenere biglietti del cinema gratuitamente facendo leva su questo rapporto che lo lega al proprietario.

Si conclude qui il primo episodio di questa nuova rubrica, la quale cerca di  portare i gentili lettori nel profondo mondo del linguaggio partenopeo, delle sue mille sfumature e di tutti quei detti che rappresentano l’identità completa di un popolo.

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