Disastro Campania: 3 adolescenti su 10 poveri, senza lavoro e senza titoli di studio

Nonostante siamo nel 2018 e viviamo un’era di grandi trasformazioni positive e progressi scientifici in quasi tutti i campi della vita, in Italia ci sono ancora 1,2 milioni di bambini che vivono in povertà. A confermare questo dato sconvolgente è Save The Childrennel IX Atlante dell’infanzia a rischio “Le periferie dei bambini”, pubblicato da Treccani. 

In particolare se ci soffermiamo sulla Campania i dati di povertà spesso legati alla precaria istruzione scolastica risultano decisamente alti e preoccupanti, al punto tale che tre bambini su dieci vivono in condizione di povertà relativa.

Parlando di Napoli, se al Vomero i ragazzi senza diploma tra i 15 e i 25 anni ricoprono il 2% del totale, la situazione che si aggrava se ci spostiamo nelle periferie. A Scampia, per esempio, giovani compresi in quest’età che vivono di stenti e senza un’adeguata istruzione sono il 20%.

Anche se si aumenta il range d’età la situazione non cambia. Infatti studi su un campione di giovani tra i 15 e i 29 anni ha dato risultati in percentuali altrettanto gravi. In questa fascia d’età i giovani che non lavorano e non studiano sono superiori al 30% in zone come Scampia, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio mentre numeri più bassi al Vomero con il 9, 1% e ad Arenella con il 10,1%, zone più “borghesi”.

Inoltre, in queste indagini statistiche, si è scoperto che la maggior parte dei ragazzi lasciati a se stessi senza sogni, lavoro o aspirazioni sono quelli che provengono da famiglie molto disagiate, incapaci di fornire anche gli strumenti di crescita e di formazione per i loro figli. Infatti dagli studi fatti sulle prove Invalsi, si è scoperto un divario drastico tra i giovani che vivono a Napoli, ad esempio in zone di lusso come Posillipo, e quelli delle periferie, che si distanziano dai cugini benestanti di circa 25 punti invalsi in meno.

Una situazione decisamente drammatica che rivela quanto ancora manchi in Campania come nel Mezzogiorno una buona e giusta educazione che insegni l’importanza dell’istruzione della realizzazione lavorativa.

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