Scogli di Mergellina inondati da rifiuti, parte la pulizia dei volontari. Come partecipare

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Napoli è bagnata dal mare per molti chilometri, eppure quello stesso mare è negato non solo ai napoletani ma anche a tanti turisti, quelli che hanno già scelto la nostra città e quelli che la sceglierebbero se invece di una distesa di cemento e asfalto ci fosse una spiaggia, quella seppellita per costruire via Caracciolo.

Sono pochi gli spazi di cui possono usufruire i cittadini per trascorrere una giornata al mare: tra questi c’è la spiaggetta di Rotonda Diaz, meglio conosciuta come Lido Mappatella. Un fazzoletto di sabbia così stretto che costringe molti a stendersi sugli scogli, i cosiddetti scogli di Mergellina. Peccato che tra questi vi sia molta spazzatura gettata da incivili che non hanno neppure l’intelligenza di tenere pulito il luogo che frequentano.

Plastica e spazzatura di ogni genere sugli scogli di Mergellina ha ormai trovato fissa dimora, così gli attivisti di Sii Turista Della Tua Città si organizzati per rimuovere quanta più sporcizia possibile e restituire la decenza al lido popolare di Napoli. L’azione di pulizia avrà luogo sabato 27 luglio 2019 a partire dalle ore 17:00, tutti i cittadini sono invitati a partecipare perché la mole di lavoro è davvero enorme. Negli anni passati, quando sono stati organizzati eventi simili, sono stati raccolti decine di chili di rifiuti. È opportuno dotarsi di guanti di guanti resistenti e, facoltativamente, di bustte della spazzatura grandi.

Lido Mappatella: perché si chiama così?

L’Enciclopedia Treccani e il Vocabolario Etimologico di Ottorino Pianigiani sono concordi nell’indicare il termine latino “mappa” come quel tovagliolo, un panno per lo più di lino, che i convitati usavano durante i pranzi per asciugarsi le mani appena lavate, poiché i Romani usavano mangiare con le mani, e nel quale porre gli avanzi da portare a casa dal banchetto, quasi sempre di nascosto. Da quest’uso della mappa, termine a sua volta di provenienza fenicia secondo Quintiliano, deriva perciò mappata e poi mappatella, termini usati per estensione anche quando non sono trasportati generi alimentari. Gli antichi, inoltre, usavano dei panni pure per realizzare, appunto, delle mappe, ossia rappresentazioni grafiche di un territorio qualunque fosse la sua estensione, dal semplice campo agricolo al mappamundus.

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