Covid, come è cambiata la percezione: prima medici tutti eroi, ora è solo terrorismo psicologico

La prima è una foto di Alessia Bonari, infermiera, pubblicata su Instagram. La seconda un disegno di Franco Rivolli

Il covid è entrato nelle nostre vite con prepotenza, cattiveria e furbizia. Un virus invisibile che sta sconvolgendo, e ha già sconvolto, il nostro Paese e il Mondo intero. A marzo, quando il Governo ha deciso per il lockdown generale, abbiamo visto immagine tremende ai tg nazionali: bare che sfilavano sui mezzi militari, infermieri e dottori stremati dalle ore consecutive di lavoro per sconfiggere il virus.

Tutti noi, facendo il semplice gesto di rimanere chiusi in casa, abbiamo contribuito a far scendere la curva dei contagi. All’inizio era tutto un “andrà tutto bene”, canti dai balconi e appelli e manifestazioni d’amore verso chi lavorava in trincea in ospedale, chiamando quelle semplici persone “eroi”.

Dall’estate in poi, con il liberi tutti, non si è capito più nulla: gente ammassata nei locali, nelle discoteche, persone che sono andate all’estero nel momento più sbagliato e infatti a metà agosto ci siamo ritrovati con nuove limitazioni. Mascherine obbligatorie, file chilometriche nelle auto per fare i tamponi dal rientro dalle vacanze e i primi mugugni dei “negazionisti”.

Si perché ad un certo punto il virus per qualcuno non è mai esistito, è stato solamente un complotto delle case farmaceutiche o dei paesi ricchi per controllare tutti. E’ iniziata la rivoluzione contro le mascherine obbligatorie, puntando il dito verso una “dittatura sanitaria” e un attacco verso i media. Addirittura contro medici e infermieri che lavorano da mesi a questa battaglia.

Da eroi sono diventati soltanto veicolo di terrorismo psicologico per qualcuno, come sottolinea il post su Facebook di ‘Nessuno tocchi Ippocrate’ che denuncia appunto queste aggressioni verbali nei confronti di un’infermiera.

 

Nella prima fase “eroi”…….adesso “terroristi”.

Anche queste sono aggressioni!

Pubblicato da Nessuno tocchi Ippocrate su Venerdì 23 ottobre 2020

Ma come già detto, questo attacco verso gli addetti ai lavori è iniziato già dopo l’estate, come racconta Daniela, una ragazza di Sant’Antimo che lavora nel laboratorio di analisi covid in un ospedale di Roma, che con il passare del tempo ha visto la gente fregarsene del virus e di tutto quello successo in questi mesi.

E’ davvero inconcepibile come si viva con leggerezza questo momento storico e drammatico del nostro Paese e del Mondo intero pensando che possa essere solo una montatura e terrorismo psicologico, come affermato ieri da ct della nazionale di calcio italiana Roberto Mancini.

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